Se novanta giorni vi sembran pochi

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Un paio di amici, su Facebook, mi invitano alla cautela nel giudizio, a mio parere del tutto negativo, sui primi novanta giorni della sindaca Raggi, trascorsi tra beghe interne ai 5Stelle, nomine di personaggi impresentabili nell’esecutivo, dimissioni a gogò, incrementi dei compensi e nulla di concreto, di visibile, per le emergenze della capitale. La contestazione muove da due considerazioni: “Diamole tempo, è appena arrivata” e “Perché non dici quello che ha fatto?”. Riflessioni interessanti, che meritano attenzione. Rispondo subito alla richiesta di posporre la valutazione dell’operato della Raggi e mi basta confermare che l’impegno storico dei sindaci neo eletti è di fare a,b,c….in cento giorni. Identica promessa inevasa. Alla sindaca è a meno dieci dai cento giorni e si può star certi che non le consentiranno di colmare il vuoto operativo accumulato. C’è poi la questione del “Cosa ha fatto?” e il mio amico di Facebook, alla mia richiesta, risponde “Dillo tu”. Non è il massimo dell’assunzione di responsabilità da parte sua, ma fa niente, rispondo. Dopo novanta giorni e defezioni a vario titolo la giunta della Raggi ha un vuoto clamoroso nella casella dell’assessore al bilancio, perno amministrativo fondamentale. L’operosità del consiglio comunale è nella misera somma di dodici riunioni in tre mesi e nella mancata convocazione da venti giorni. Le delibere a firma dell’esecutivo sono appena 34, si riferiscono a nomine di collaboratori esterni, elementi dello staff (una roba interna alla giunta) e per fare un paragone, il vituperato Ignazio Marino ne aveva messe in cantiere 58. Gli uffici comunali, per unanime disapprovazione sono paralizzati per immobilismo dell’esecutivo. Tre ruoli chiave sono vacanti: l’assessore al bilancio, appunto, il capo di gabinetto, il direttore generale di Ama, dell’azienda rifiuti. C’è un contenzioso di 500 tra funzionari e dirigenti che sono senza contratto, scaduto dalla fine di Luglio e senza interlocutori. La città è in paziente attesa di interventi su temi scottanti, come il parco autobus in condizioni pietose, le strade tutte buche (nell’anno del giubileo), i rifiuti, il degrado delle periferie, i lavori urgenti per la linea A della metropolitana, il finanziamento dei servizi sociali che hanno le casse vuote, l’impegno non mantenuto la dismissione di gran parte delle “partecipate”, l’incapacità di affrontare il problema dei migranti indirizzati al centro di accoglienza che dovrebbe essere sgombrato se ci fossero i fondi necessari. Infine, come racconta la Repubblica c’è il rischio di perdere i molti milioni dello Stato da impegnare per il finanziamento della città. Non bastasse, Grillo censura la Raggi direttamente, evitando di incontrarla e indirettamente, esaltando la collega di Torino Appendino e la sua squadra “perfetta”. Credo, in buona fede, di aver soddisfatto le richieste dei miei amici di Facebook che spero abbiano tra le loro fonti di informazioni (oltre al Fatto quotidiano diretto da Travaglio, supporter esplicito dei Grillini) anche la Repubblica che radiografa i dati relativi ai primi novanta giorni della Raggi. La giovane sindaca Grillina, a dispetto dell’accertata inefficienza continua a sorridere perennemente all’obiettivo delle telecamere.

Nella foto Virginia Raggi con il figlio sullo scanno della sindaca in Campidoglio

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