POLITICS – SI’ O NO?

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Lo dico subito, per scongiurare fraintendimenti, Gianluca Semprini è un collega stimabile, un professionista bravo che si è fatto apprezzare per molti anni dagli schermi di Sky. I neo vertici della Rai lo hanno ingaggiato per coprire lo spazio storico di Ballarò, libero dopo l’esodo in La7 di Floris e l’epurazione di Massimo Giannini. Ieri sera il debutto di Politics, il programma di approfondimento che nei promo di presentazione solleticava la pruderie anti partiti degli italiani con la promessa di inchiodare gli ospiti, schierati sotto qualunque bandiera con “domande precise, risposte precise”, cioè impedendo agli intervistati di tergiversare per sfuggire al tema. Con ovvio acume l’ospite principale di ieri sera era il rampante Di Maio, componente del cosiddetto direttorio, vice presidente della Camera, additato dai suoi e non solo come aspirante al ruolo di premier. Coinvolto nel gran casino che si è abbattuto come un uragano sul movimento 5Stelle, il pavido grillino ha dato buca a Semprini a poche ore dalla trasmissione. Un paio di domande lo avrebbero messo ko. “E’ vero che richiesto dai giornalisti ha detto di non essere al corrente dell’assessora indagata, e ha mentito, perché informato dai suoi colleghi Taverna e Castaldo? E la successiva: “Non pensa che la sindaca Raggi debba dimettersi, dal momento che anche lei ha negato, mentendo, di essere informata dell’indagine, ha insediato come assessore al bilancio De Dominicis, sponsorizzato dallo studio Previti e ha immesso nella giunta, in ruoli di rilievo, personaggi legati alla destra? Il talk show, in assenza di Di Maio, ha mostrato i danni della defaillance, pieno zeppo di servizi direttamente o indirettamente collegati alla sua presenza. Esordio sfortunato, certo e rimedi improvvisati (l’a tu per tu con Tremonti e il ministro Martina). Forse si poteva intuire che il caos di un agitatissimo 5Stelle avrebbe tenuto Di Maio lontano dalle telecamere, come è successo a Di Battista, che ha cancellato un comizio del suo singolare tour in moto e alla Raggi, che dopo una riunione fiume di giunta ha scansato l’arduo incontro con la stampa. Detto questo, una riflessione sul sorprendente exploit di presidente e direttore generale della Rai che chiamati, tra l’altro, a moralizzare, cioè a operare per ridurre sprechi e oneri eccessivi, anziché valorizzare le risorse interne hanno pescato dalla concorrenza Gianluca Semprini. Mi domando se non ci sia tra i millesettecento giornalisti Rai uno professionalmente pari al neo acquisto e mi rispondo che senza alcun dubbio c’è.

Nella foto Gianluca Semprini

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