E le chiamano “accise”

Condividi questo articolo

Se lo Stato è in difficoltà finanziarie e premono le emergenze per eventi catastrofici, guerre, spese straordinarie, insomma per esigenze strutturali di cassa, è sistematico il ricorso a prelievi fiscali su beni di consumo, su gas, energia elettrica, alcolici, tabacchi e specialmente sul prezzo della benzina. Le famigerate accise gravano sul pieno di carburante e altri servizi di prima necessità in misura impressionante e all’infinito nel tempo. Basti pensare che paghiamo ancora tasse imposte settanta anni fa. Una per tutte? L’accisa sulla benzina di 1, 90 lire, inventata da Mussolini per finanziare l’invasione militare dell’Etiopia. In sintesi: le spese vive per servizi essenziali ammontano al 30 per cento, le tasse gravano per il 52 per cento. Si pensi che dovremmo pagare la benzina solo 0,76 euro al litro. Un paradosso? In mezzo secolo le accise sui carburanti ammontano a 145 miliardi ma ne sono stati spesi solo la metà. Ogni governo, nessuno escluso, ha imposto balzelli per affrontare le emergenze. Il dettaglio: guerra in Etiopia del ’35-’36, crisi di Suez del ’56, disastro del Vajont (’63), alluvione Firenze (’66), terremoti del Belice del Friuli, Irpinia, L’Aquila, Emilia, missione in Bosnia, contratto autoferrotranvieri del 2004, acquisto autobus ecologici del 2005, finanziamento per la cultura, immigrazioni dalla costa libica, alluvione Liguria-Toscana, decreto “Salva Italia”. In totale 0,5 euro.

Nella foto un distributore di benzina

 

Le pinocchiette

Virginia Raggi e la sua assessora Paola Muraro hanno mentito con l’opinione pubblica, il movimento Cinquestelle e le opposizioni del Comune di Roma. Sapevano da mesi che la Muraro era indagata dalla Magistratura e lo hanno negato. Ora è guerra aperta con i vertici del movimento che smentiscono di essere stati informati tempestivamente. Ma nelle peste è specialmente l’autocandidato premier Di Maio, che ha difeso Muraro e Raggi ad oltranza, contro ogni evidenza. Sullo sfondo un secondo motivo di burrasca in casa 5Stelle: la designazione di De Dominicis come assessore al bilancio della giunta grillina di Roma, sponsorizzato dall’avvocato Sammarco, ex collaboratore di Cesare Previti con cui la sindaca ha lavorato fino al momento dell’elezione. “Onestà, onestà” è ancora lo slogan presuntuoso dei grillini?

 

Condividi questo articolo

Lascia un commento