Al mare, in topless e burkini

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Ha memoria corta e non vede dove non vuole vedere chi censura l’abbigliamento delle donne musulmane che in acqua, al mare, entrano con il corpo nascosto dal cosiddetto Birkini. Si dimentica che appena nel secolo scorso le donne italiane e non solo loro andavano in spiaggia interamente vestite e che anche oggi le suore cattoliche si bagnano senza togliere nulla della tonaca e di quanto copre il capo. Allego la foto relativa che pubblicata su Facebook dall’Imam di Fienze Elzir, senza alcun commento, ha indotto il social oscurare il suo profilo, poi ripristinato. Si oppone all’evidenza dell’immagine la tesi che nel caso delle suore si tratti di una divisa religiosa: ma non è peggio attribuirla alle discriminanti del cattolicesimo nei confronti delle donne (perciò delle suore)? Concluso il ragionamento sulle diverse interpretazioni della libertà di comportamento delle donne, rimane la disapprovazione e il rammarico per l’incapacità delle donne musulmane di opporsi all’umiliante subordinazione al maschio che le priva di dignità, diritti e parità di sesso. Allo loro evidente fragilità si sovrappongono dettati religiosi incondivisibili, evidentemente imposti da principi maschilisti di cui il mondo occidentale, seppure con molta fatica, prova a liberarsi. Dalle nostre parti permane purtroppo l’ignobile postulato maschilista del possesso della propria donna che origina la quasi totalità dei femminicidi. Per dirla in poche parole, per le donne la strada del riconoscimento della parità con gli uomini è ancora lontana e irta di ostacoli.

Nella foto suore al mare

 

Ala salva Egitto

Lo scandalo delle reticenze, di menzogne, omissis e complicità dell’Egitto che non ammette responsabilità per la morte del giovane ricercatore Reeni, riceve un incredibile assist dal Lucio Barani, capogruppo di Ala. Rivolto al presidente del consiglio dichiara: “Renzi sa che l’Egitto è innocente sul caso Regeni”. Mentre pronuncia questa assurda e gratuita difesa si accerta che Abdullah,   consulente della famiglia Regenti, membro della commissione egiziana per i diritti e la libertà, è stato picchiato in carcere dove è detenuto con la falsa accusa di terrorismo e dove gli hanno sottratto documenti personali anche sul caso Regeni.

 

Email per Ida Colucci

Queste righe sono per la neo direttrice del Tg2 Rai: “Egregia direttrice, come è possibile che anche lei ignori il rispetto per la forma al femminile di titoli e attributi? L’italiano dei media è pieno di “presidente” per la Boldrini e altre donne con pari ruolo, di “sindaco” per prime cittadine e così via mascolinizzando il capitolo in questione. E anche lei: nei titoli di testa del TG che dirige, c’è correttamente “Direttrice” accanto al suo nome ma “Conduttore” accanto a quello della conduttrice Maria Concetta Mattei e di altre giornaliste con questo ruolo. Si correggerà? Cordiali saluti.

 

 

 

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