CLINTON CONNECTION / NEWS & STORIES DI GIALLI E MORTI SOSPETTE

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Fioccano gli attacchi del mainsteam contro the Evil, il Diavolo vestito Trump, il Manchurian candidate al soldo dell’orso russo. Freschi di giornata quelli griffati Vittorio Zucconi, per Repubblica. Che parte dalla scelta del nuovo capo staff: al posto del troppo putiniano Paul Manfort, ecco ora in scena Stephen Bennon, “produttore di programmi tv conservatori e capo del Breitbart News Network di ultra destra”. Così pennella l’inviato speciale da Washington: “’E’ ora di levarsi i guanti e di infilarsi i guantoni’, ha deciso il nuovo Commissario Tecnico del Trump Team, colui che dal sito web di propaganda di destra, il Breitbart News, mena da anni colpi bassi ai Democratici. Trump il giocatore deve puntare tutto, ‘all in’ sul tavolo, come nel poker alla texana”.

Dimentica per strada, l’ottimo Zucconi, la chicca. Ossia il freschissimo giallo della “morte” – per il solito arresto cardiaco – di uno dei giornalisti di punta del Breitbart team, Mike Flynn: è successo il 23 giugno, quando il cronista aveva appena finito di scrivere, proprio per quel sito populista e ultraconservatore, un pezzo titolato “Il denaro dei Clinton: come Bill e Hillary hanno creato la Fondazione Cinese nel 2014”. Una Fondazione altrettanto “gialla”, tutta da scoprire, compresi i nomi dei generosi donatori e i super ingaggi pro Bill nei suoi strapagati tour: anche da gruppi privati made in Pechino e dal governo “comunista” (lo stesso che fa shopping di formazioni calcistiche in mezza Europa, con le ciliegine finali di Milan e Inter).

In rete, comunque, continuano a viaggiare “news” sulla catena di morti per arresto cardiaco & suicidi non solo tra le fila dei “nemici” politici, ma soprattutto nello stesso affollato e variegato entourage clintoniano. Uno dei cacciatori più esperti, un altro giornalista d’inchiesta, David Bresnahan, ha nel tempo stilato una vera e propria “black list”, un fitto elenco (fino ad oggi 45 i nomi) di “amici” & “colleghi della Real Coppia, quella composta da Quenn Hillary e King Bill, passati a miglior vita. Il suo lavoro è cominciato nel 1997, con il libro “Cover Up: The Art and Science of Political Deception” (“Occultare: Arte e Scienza della Frode Politica”). Così racconta: “Ho cominciato ad indagare su svariate morti di persone che a diverso titolo erano implicate in alcuni scandali che coinvolgevano i Clinton. Ho cercato di contestualizzare il tutto, fornire uno sguardo d’assieme piuttosto che far luce su un solo caso”.

I Clinton con Donald Trump.In apertura Vittorio Zucconi

I Clinton con Donald Trump.In apertura Vittorio Zucconi

Ed è del 1999 la deposizione di Linda Tripp, durata addirittura due giorni, sul primo “Clinton Filegate Scandal”, in cui la teste parlava, già allora, di una “lista” che le era stata fatta pervenire in modo misterioso. A quanto pare, l’aveva trovata sulla sua scrivania, alla Casa Bianca dove lavorava: secondo la ricostruzione di Bresnahan, la “manina” che avrebbe collocato la ista era quella di una giovane staffista molto cara a King Bill, Monica Lewinsky (collega e amica di Linda Tripp).

Una giornalista televisiva, Rachel Alexander, ricostruisce dal canto suo alcuni dettagli circa il “suicidio” – recentissimo, 1 agosto, e non poco “anomalo” – dello scrittore Victor Thorn, autore della “Clinton Trilogy”. Osserva Alexander: “Thorn è apparso diverse volte al ‘Russell Scott Show’ e in una intervista ha detto: ‘se mi trovate morto, sappiate che è un omicidio, non mi ammazzerei mai’”. La giornalista, poi, ricorda un altro giallo, quello di Joe Montano: “Collaborava con Hillary e l’aveva aiutata nella corsa elettorale con Tim Kaine. E’ morto di attacco cardiaco il 25 luglio. Aveva lavorato alla Democratic National Committee (ora coinvolta nel “Mailgate”, ndr) e aveva solo 47 anni”. E poi tira in ballo un altro nome che dai contorni più “gialli” (senza peraltro gli occhi a mandorla) non si può, quello di Larry Nichols, al quale in passato sono stati ricondotti diversi omicidi rimasti senza risposta.

Eccoci poi ad un’altra ricostruzione, datata 2012, quando Hillary occupava la poltrona di Segretario di Stato alla Casa Bianca. Al centro, stavolta, un dossier della DIA, ossia la “Defense Intelligence Agency” che passava ai raggi x la situazione nel bollente scenario mediorientale. Nel dossier veniva sottolineato: “c’è la possibilità di stabilire un predominio dichiarato o non dichiarato dei Salafiti, soprattutto nella Siria orientale, e ciò è esattamente quanto vogliono i ‘supporting powers’ per isolare il regime siriano”.

I ‘supportig powers’ – poteri che supportano – sono niente altro che i “paesi occidentali” – così viene precisato nel dossier – in prima fila gli Stati Uniti, gemellati ai “Gulf States”, gli stati del Golfo (capeggiati dall’Arabia Saudita), e alla Turchia.

Il rapporto, in sostanza, sostiene che “se continua l’appoggio ad Al Qaeda, ai Fratelli Musulmani e ad altre formazioni ‘democratiche’, qualcosa di veramente pericoloso può nascere nella Siria orientale”. E così successe pochi mesi dopo, quando l’Isis si è autoproclamato “Stato” proprio nell’area di confine tra Siria e Iraq.

Tra le “armi” di Trump – non a caso – c’è l’accusa rivolta a Obama e Hillary di essere il “fondatore e cofondatore” dell’Isis…

 

Link

Clinton Connection – Affari & Fondazioni di King Bill e Queen Hillary. E cinque gialli tutti da scoprire.

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