Choc e travasi di bile

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L’evoluzione dei costumi e l’annientamento di storici tabù si nutre di eventi impensabili solo qualche decennio fa. Il coming out, il disvelamento della propria condizione di omosessuale era inimmaginabile e ne sono protagonisti gay che altrimenti sarebbero rimasti nell’ombra dolorosa di un anonimato imposto da un mondo abitato dall’intransigenza gretta contro ogni diversità, alla stregua di altre discriminanti, una per tutte quella nei confronti dei disabili. Clamoroso il coraggio del segretario del Papa che ha reso pubblico il suo amore per un compagno, altrettanto significativa la dichiarazione di Vendola sul rapporto con il compagno e ora l’irrompere di episodi straordinari nel mondo dello sport, nella cornice dei Giochi Olimpici di Rio. Gli italiani si sono esaltati per l’impresa di Rachele Bruni, medaglia d’argento nella gara di fondo del nuoto e lei ha colto l’opportunità per rivelare il suo amore per la fidanzata Diletta. Prima di loro Marjorie Enya, volontaria del rugby, aveva chiesto la mano alla connazionale Izzy Cerullo, suggellando la richiesta con una bacio, davanti a migliaia di tifosi. Analoga la dichiarazione di Tom Bosworth, marciatore, al fidanzato, in spiaggia, inginocchiato ai suoi piedi. Si può immaginare la reazione del bizzoco deputato Giovanardi, protagonista di battaglie di retroguardia su tutti i temi delicati del nostro tempo: il divorzio, le unioni tra persone dello stesso sesso, la gravidanza assistita e qualunque altro passo avanti della società. Gli episodi di Rio gli avranno procurato probabilmente un “coccolone”. Sportivamente, gli auguriamo una pronta guarigione. Un travaso di bile è quanto deve aver subito il neofascista Salvini contestato dal mondo delle forze dell’ordine per essersi presentato in pubblico in felpa da poliziotto, per dar forza allo scellerato annuncio “Se andiamo al governo chiederemo a carabinieri, polizia, finanza, eccetera di lanciare la pulizia etnica”. I sindacati di settore: “Delirante e demagogico, giù le mani dalle forze dell’Ordine, siamo sempre e comunque al servizio della democrazia e dello stato di diritto”.

Nella foto Giovanardi

 

Anche la Gioconda apre e chiude gli occhi

Nel tempo di tecnologie iper sofisticate, gli effetti speciali propongono l’inverosimile e un esempio clamoroso è visibile nei film che raccontano di intere metropoli distrutte da falsi terremoti, inondazioni e attacchi di extraterrestri o la magnificenza spettacolare di Avatar. Chiunque abbia dimestichezza con i “miracoli” del montaggio digitale di filmati può spiegare in breve come truccare una ripresa. Per esempio quella del video ripreso in una chiesa di Coahuila de Saragoza, in Messico. Le immagini mostrano il volto di una statua di Cristo e il presunto prodigio dei suoi occhi che si aprono e chiudono. Il “miracolo” equivale a molte altre mistificazioni che qua e là nel mondo hanno commosso folle di fedeli alla vista di Madonne piangenti, con le gote rigate da lacrime, per immaginifiche apparizioni della Madonna di Medjugorie a sei cosiddetti veggenti. Abbondano le guarigioni di mali terminali operate da santi e beati che la medicina onesta fa rientrare nella statistica di casi scientificamente non spiegabili per l’imperfetta conoscenza del potenziale umano e specialmente del cervello, di una sua area che sovrintende al sistema immunitario, suscettibile di far regredire malattie definite irreversibili. E’ chiaro, la Chiesa è riluttante a smentire i falsi che suggestionano migliaia di fedeli: attrattori formidabili di seguaci sono proprio i presunti miracoli, i fenomeni ottenuti con artifici che alimentano il mito del soprannaturale. A proposito di occhi aperti e chiusi e del Cristo di Coahuila, provare per credere. Lo spot televisivo che promuove una marca di biscotti propone come prime immagini il volto della Gioconda elaborato per farle aprire e chiudere gli occhi. Un gioco da ragazzi per l’autore del promo.

 

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