Figli e figliastri

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E’ assodato, per le banche gli uomini non sono tutti uguali e come in altri mille gangli della società di disuguali tutti i privilegi se li accaparrano i ricchi, tutti i disagi e le ingiustizie, compresa quella del rapporto con la legge, toccano ai ceti di serie B. Le drammatiche conseguenze del cinismo di noti istituti bancari italiani e non solo, colpiscono i piccoli risparmiatori, chi prova a tutelare le minime risorse da pensionato, di vite intere vissute al risparmio e proteggono i titolari di conti correnti a sei cifre, investitori coccolati e consigliati al meglio. Ai big della clientela le Banche, anche in fase di fallimento riservano attenzione cautelativa che li salva dal crac.   Ecco come la Banca Veneta ha tutelato il signor Bruno Vespa alla vigila del default con azioni comprate in extremis, a un niente dal crac. Vespa è stato uno dei pochissimi clienti di banche (di quella Veneta in particolare) informato per tempo dell’imminente disastro e imbeccato per consentirgli profitti cospicui.

Tragedia per i piccoli risparmiatori della Banca Etruria, euforia per gli investitori di serie A della Veneta: un’inchiesta del “Fatto Quotidiano” rivela i rapporti privilegiati di Vespa con il numero uno di Banca Veneta Consoli (il giornale ricorda che sono stati anche soci in affari). Il 23 Luglio del 2013 la banca si riprende quasi trecentomila azioni del conduttore di “Porta a Porta” per la bella cifra di 11 milioni di euro (prezzo massimo mai raggiunto prima) nell’immediata vigilia del fallimento che ha reso i titoli uguali a zero. Identico favore hanno ricevuto la moglie di Vespa, Augusta Iannini e i figli Alessandro e Federico. Destino opposto per quanti hanno tentato di liberarsi delle azioni avvelenate. Hanno perso tutto: erano più di mille le richieste di vendita inevase e circa 80mila soci, hanno visto i loro 5 miliardi di euro polverizzati da un giorno all’altro. Vespa è in buona compagnia. Un altro big, l’industriale Stefanel, ha goduto di identico trattamento. In definitiva, per la giustizia e per le banche la legge non è uguale per tutti.

Nella foto di Huffington Post Bruno Vespa

 

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