Sesso atletico

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Cose di sesso alle Olimpiadi brasiliane e nessuna sorpresa considerata la larghissima presenza di giovani con il loro patrimonio ormonale in legittimo fermento. Non sono mancate neppure le eccezioni al rapporto maschio-femmina, favorito anche dalla sana promiscuità del villaggio olimpico. La cronaca della sessualità in quel di Rio racconta di due tedofori che hanno messo in stand by la corsa con la torcia in mano per concedersi pubblicamente e con tanto di foto ricordo un bacio appassionato. Ed è di due atlete russe l’abbraccio con bacio hollywoodiano (immortalato su internet), ma l’evento degli eventi è sicuramente la proposta di matrimonio a conclusione della finale di rugby femminile a sette giocatrici. Nello stadio Teodoro, alla presenza di migliaia di spettatori, la responsabile dei volontari di questo sport iperatletico, Marjiorie Enya ha chiesto “Mi vuoi sposare?” alla compagna (da due anni) Isadora Cerullo, giocatrice della nazionale brasiliana. Baci, palloncini al cielo a forma di cuore, standing ovation dei presenti. La Enya: “Questa è l’Olimpiade dell’integrazione, in tutti i sensi, lei è l’amore della mia vita”. A proposito di unioni, o meglio nel caso in questione di accoppiamenti, le Olimpiadi di Rio non smentiscono le precedenti e per esempio quelle di Barcellona del ’90 dove, come racconta un campione inglese di ping-pong, “In due settimane ho scopato (scusate il termine, lo ha usato l’atleta), più che nel resto della mia vita. Ai giochi in Spagna si faceva tanto sport quanto sesso”. Nella città catalana, in occasione dei Giochi, così riferiscono i bene informati, arrivarono novantamila preservativi. Con un abuso concettuale, gli osservatori azzardano l’ipotesi che nel tema del multiculturalismo rientrino ampiamente le performance sessuali di atleti e atlete. Rio non è da meno e sembra che il Comitato Internazionale Olimpico, per evitare incidenti di percorso, abbia fornito 41 preservativi a ciascun o degli undicimila atleti. “Si fa molto sesso alle Olimpiadi”, ha rivelato anche Hope Solo, ex portiere della nazionale americana femminile di soccer. Che dire, beati loro.

Nella foto il momento della proposta di matrimonio di due donne brasiliane

 

Il fioretto europeista

Famoso il pugno levato verso il cielo di atleti neri americani sul podio di vincitori delle Olimpiadi e altrettanto significativo il gesto di Elisa Di Francisca che, conquistata la medaglia d’argento nel fioretto femminile, ha illuminato lo scenario dei Giochi e festeggiat il prestigioso risultato sventolando davanti a sé la bandiera dell’Unione Europea con un chiaro riferimento alla solidarietà per gli attentati di Parigi e Bruxelles. “Messaggio per dire che l’Europa esiste”, ha commentato, “ed è unita contro il terrorismo”. La responsabile per lo sport dell’esecutivo europeo, Nathalie Vandystadt: “Un bel gesto, che contribuisce a migliorare la comprensione tra culture e valori e incoraggia il dialogo, il rispetto reciproco. Plaudono esponenti del governo italiano, solita voce stonata del leghista Salvini: “Lei è bravissima ma l’Unione Europea rappresenta il peggio delle istituzioni e con sua bandiera c’è poco da gioire”. Quando gli insegneranno il salutare gioco del silenzio?

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