ALTA VELOCITA’, PENDOLARI CALPESTATI

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Pendolari? Appestati. Abbonati? Carne da macello. E’ sempre più strage – anche nel vero senso della parola – di utenti & diritti: chi è costretto, suo malgrado, a spostarsi per lavoro e non per diletto via treno, ormai viene trattato come il killer in attesa del patibolo negli Usa.

E l’Alta Velocità è sempre più un lurido convoglio zeppo di Mazzette & Mafie, per drenare le ultime fette di denari pubblici.

“Basta abbonamenti all’Alta Velocità”, titola il Corsera. “Sono improduttivi, resteranno solo i biglietti”. Viene spiegato dalle Ferrovie al popolo bue, un esercito da decine di migliaia di cittadini umiliati: “Gli abbonamenti non sono remunerativi. Sono persino improduttivi, perchè sottraggono posti a chi è disposto a pagare un biglietto a prezzo pieno”.

Da via Solferino una mano ai padroni del vapore, anzi dei convogli: “le resistenze dei passeggeri rischiano di trovare pochi appigli. L’alta velocità ferroviaria è sottoposta a una competizione internazionale in cui diversi operatori stranieri servono anche le nostre tratte. E in cui ogni posto deve produrre profitti. Non sono ammessi contributi pubblici, perchè si configurerebbero come aiuti di Stato. Tanto meno è utilizzabile il criterio di pubblica utilità, pre-condizione del trasporto regionale in cui il rapporto con le Ferrovie dello Stato è gestito attraverso una serie di contratti di servizio stipulati con le Regioni”. Come è successo in Puglia, con il binario unico killer e il sistema basato, come nel vecchio Far West, sul marconista che segnala al collega il ritardo.

Così conclude il Corsera: “certo non è un momento a bassa conflittualità, questo, per il trasporto pendolare. C’è da registrare più di qualche malcontento per la scelta di Trenitalia che ha deciso di rivoluzionare la validità dei biglietti. Non più due mesi ma 24 ore”. Un altro calcio nel basso ventre per il popolo sempre più bue. Ne parla qualche tiggì?

Sarà un autunno caldo, bollente per le rotaie di casa nostra. Immaginate il “combinato disposto” tra tariffa pazza, orari folli e mandrie di insegnanti imbufaliti per il cambio sede e il pendolarismo coatto? Forse torna la stagione dei Forconi…

 

Nella foto i pendolari del Frecciarossa

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