Condurre, verbo milionario

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Milioni come se piovesse: si capisce l’avvitamento a poltrone superlusso della Rai di giornalisti e conduttori che intascano cifre iperboliche. Per dirne una il signor Bruno Vespa che percepisce la lauta pensione da ex direttore del Tg1, ma solo per soddisfare qualche costoso capriccio, ha ben altro di cui essere appagato, visto che la Rai, per la conduzione di “Porta a porta”, gli riconosce un compenso di seicentomila euro e gli regala una campagna pubblicitaria permanente per i suoi libri. In più Vespa ha cachet adeguati per la presenza come moderatore a dibattiti e convegni extra Rai. Si comprende bene la ragione che ha spinto Massimo Giannini a lasciare la vice direzione di Repubblica. Per sostituire Floris a Ballarò la Rai gli ha riconosciuto la stratosferica cifra di mezzo milione di euro e si capisce anche la rabbia per essere stato defenestrato. Numero uno nella classifica degli anchormen è senza dubbio Fabio Fazio. La sua bravura è gratificata con cifre a sei zeri per i programmi di Rai3 (due milioni per “Che tempo che fa”), rimpinguate dalle partecipazioni a eventi extra come il Festival di Sanremo (600 mila euro). Luciana Littizzetto riceve ventimila euro a puntata per i monologhi da Fazio (tra 350mila per la partecipazione a Sanremo). La sorridente Antonella Clerici (La prova del cuoco e Ti lascio una canzone) mette in tasca un milione mezzo di euro (tre miliardi delle vecchie lire) all’anno. Una cifra analoga premia il presenzialismo televisivo di Carlo Conti. Da sommare a queste cifre le percentuali sugli introiti degli sponsor. E’ risibile la protesta di Brunetta che lamenta la sperequazione tra guadagni di personaggi Rai e parlamentari (che l’opinione pubblica giudica eccessivi, da dimezzare). Sarebbe poi interessante conoscere l’altra faccia del “mercato” di settore: quanto incassano conduttori e star dei network privati?

Nella foto Bruno Vespa

 

Mercato ricco mi ci ficco

Altro mercato, altre cifre da capogiro, scandalose. Per privarsi di Pogba, giovanotto a cui è predetto un futuro radioso di calciatore, la Juventus ha chiesto e ottenuto centodieci milioni di euro (duecentoventi miliardi delle vecchie lire) e per non farsi mancare nulla ne ha versati 95 al Napoli per garantirsi i gol di Higuain. Ma anche le “pulci” hanno la tosse e lo scugnizzo napoletano Insigne, talento indiscusso, pone al Napoli un ultimatum: “Più soldi o vado altrove”. La richiesta sarebbe legittimata dall’interesse di altri club. Di fronte al denaro i sentimenti impallidiscono, compresa la napoletanità di Insigne.

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