Alfano, usque tandem, fino a quando?

Condividi questo articolo

Con il ministro dell’interno che si ritrova (esito del deformante connubio del centro sinistra con la destra pseudo moderata dell’Ncd), l’Italia sembra finire nelle secche dell’oblio e subire omissioni, reticenze e menzogne clamorose dall’Egitto, che non intende dar conto delle violenze brutali inflitte al giovane Regenti, di torture documentate dalle immagini del suo corpo martoriato che i genitori minacciano di rendere pubbliche in assenza di verità sulla morte del figlio. Come pretendere la verità sul caso Regeni, sulla morte per le percosse subite da Stefano Cucchi e su altri episodi analoghi se l’Italia non riesce a promulgare la legge contro la tortura e lascia impuniti i massacri nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto? La Corte Europea li denuncia come reati di tortura, tali li riconosce anche la magistratura italiana, ma il governo, o meglio Alfano, ostacola con inqualificabile protervia l’iter della legge e nel frattempo riesce a imporre modifiche dequalificanti che la privano della necessaria severità. A poco vale il giudizio della magistratura, dal momento che all’epoca del G8 e di Cucchi il reato di tortura non era contemplato dal nostro codice penale e non può essere contestato a poliziotti, carabinieri e medici. Il processo a loro carico si è concluso scandalosamente con sette condanne e trentasette prescrizioni.

E’ opera di Alfano l’affossamento del testo in discussione al Senato con la richiesta di revisione da parte della Camera, anche su pressione dei sindacati di polizia (clamoroso l’episodio di rappresentanti del sindacato autonomo che insultarono la madre di un ragazzo morto per le percosse di alcuni agenti). Suscita legittime contestazioni l’incapacità strutturale o strumentale di Renzi di imporre all’anomalo alleato di governo l’accelerazione sull’iter di rapida approvazione della legge che priverebbe l’Egitto di un possibile alibi (in quanto a sua volta privo di una legge sulla tortura). Il politichese di Alfano è un vero capolavoro di fuga astrusa dalle responsabilità. La sua elucubrazione sulle forze di polizia : “…stanno facendo un lavoro eccellente che non può avere il freno derivante dall’ansia psicologica o dalla preoccupazione operativa in un contesto complesso nel quale dovrebbero venire a trovarsi”. Solo per questo arzigogolo criptico Renzi dovrebbe ripensare seriamente all’ambiguità di un governo di centro sinistra dipendente da personaggi come Alfano, quinta colonna che frena ogni iniziativa di modernizzazione laica del Paese e per esempio: dobbiamo aspettarci la proposta di reintroduzione della pena di morte nel nostro ordinamento giudiziario, note di merito per la polizia americana che uccide afroamericani indifesi colpendoli alle spalle, la solidarietà al “sultano” Erdogan per i suoi arresti in massa, i licenziamenti degli oppositori, l’assoluzione per i profitti ricavati con la vendita di armi ai terroristi?

Nella foto il ministro Alfano

Condividi questo articolo

Lascia un commento