LA FUGA DA NAPOLI / VADO A PANAMA E NON TORNO. INTANTO EQUITALIA….

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Zona occidentale di Napoli, via Epomeo, a forte densità commerciale. Tra i pochi a tirare, a quanto pare, i negozi che vendono borse e valigie. Sabato 2 luglio, entra un cliente che deve comprarne tre “di quelle grandi, che ci sta tanta roba”. Moderne, non troppo pesanti, una volta si diceva le “Samsonite”, adatte per metterci dentro mezza casa e per volare.

“Che devi fare?”, gli dice l’amico commerciante, che conosce da un pezzo. Ecco il breve intermezzo.

“Me ne parto”.

“Dove?”.

“’O Panama”.

“O pana che?”.

“Il Panama”.

“E per una vacanza ti porti tutto appresso?”

“Ho fatto il biglietto di sola andata”.

“Scusa che vuol dire, che fai?”.

“Me ne vado. Ho chiuso il negozio e me ne vado là”.

“Ti porti qualcuno?”.

“La famiglia”.

“Tutti quanti?”.

“E che ne lascio uno qui?”.

“Scusa, che come lo sai che resti?”.

“Ho mio cugino che sta là da un anno e ha aperto un negozio di ricambi auto. Lavoro con lui”.

“E qua lasci tutto?”.

“E che lascio? Qua è tutto finito”.

 

Zona ferrovia, una piccola tabaccheria che chiude dopo trent’anni. Ecco il breve racconto del titolare. “E’ da quattro cinque anni che ci vado a perdere. Ma non lo volevo chiudere perchè ci sono cresciuto qua dentro. Ho tirato la cinghia, ci siamo negli ultimi anni morti di fame, poi anche le multe di Equitalia e un anno fa che mi dicono ‘devi pagare 7 mila euro’, e che faccio, li vado a rubare? ‘Non c’è pobblema’, mi dice l’impiegato, ‘vado a parlare un poco col funzionario e vedo che mi dice’, poi torna e mi dice ‘si può fare a rate, in un anno ti metti a posto e per aiutarti ti do l’indirizzo di un amico che ti aiuta a pagare’. Era l’amico strozzino. Avevo sentito di altri, adesso è capitato a me, ci ho sbattuto col muso dentro. Non so che fare e tre mesi fa ho chiuso”.

2 luglio. Repubblica Economia. Ecco il titolo: “Occupazione in rialzo – Bene donne e giovani – Renzi: effetto Jobs Act”. E poi: “A maggio registrati 21 mila posti in più”. Non basta, perchè c’è la polpa, ‘o succo, come si dice all’ombra del Vesuvio: “L’aumento ad aprile è modesto, 21 mila occupati in più, ma su base annua le cifre sono ben più consistenti, 299 mila nuovi occupati a maggio. E se si calcola dall’insediamento del governo Renzi i posti guadagnati sono quasi 500 mila”. Ecco il cinguettio renziano, il tweet che risolve tutti i ‘pobblemi’: “Con i dati Istat di oggi siamo a 497 mila posti di lavoro in più da febbraio 2014. Il Jobsact sta creando lavoro stabile”.

Si vede soprattutto a Napoli. La città dei miracoli per i due nuovi San Gennaro: il Matteo nazionale, che fa mezzo milione di posti in più (un mezzo Mastella, quindi, che con Berlusconi prometteva 1 milione di occupati) e il rieletto a furor di popolo sindaco, il Che de noantri de Magistris . “Siamo tutti con le scolle in fronte, disperati come mai”, è la sintesi di un pescivendolo: tutti con la bandana arancione avvolta intorno al ‘capo’ (tradotto in demagistrese).

 

Nella foto Renzi e De Magistris

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