Sim SALA Bim

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Alla fine solo un milanese su due è andato a votare, ma Beppe Sala riesce a battere il gemello Stefano Parisi e diventa sindaco. Da Palazzo Marino controllerà il dopo Expo dopo essere stato il numero uno della gestione dell’evento del quale in verità non si conoscono ancora i conti veri, ma è uno di quei casi in cui il conflitto di interessi evidentemente non conta.

Oscar Farinetti. In apertura Sala e Parisi

Oscar Farinetti. In apertura Sala e Parisi

Resta la gestione opaca (eufemismo) dell’evento universale intorno al quale aveva fatto quadrato il cosiddetto sistema paese sin dal giorno in cui in quel di Parigi Milano e l’Italia avevano sbaragliato la terribile armata di Smirne. Del sistema paese ha fatto parte integrante la magistratura con tanti saluti all’esercizio obbligatorio dell’azione penale con cui ci ammorbano in convegni e comunicati stampa. Innanzitutto Sala ha potuto essere il candidato del centrosinistra perché magistrati e giudici hanno chiuso un occhio e l’altro pure sul favore che Sala nel settore ristorazione di Expo aveva fatto all’amico Oscar Farinetti. Nessuna gara pubblica, nessun abuso d’ufficio decise il gip su richiesta conforme della procura, nonostante nella tragicomica motivazione si ammettesse che mister Eataly fu favorito di fatto. Ma senza che ce ne fosse l’intenzione, furono le parole. Insomma c’era fretta, show must go on.

Non c’era traccia di accordi sotterranei fu la tesi di pm e gip dimenticando che in tal caso l’accusa sarebbe stata di corruzione e non di abuso d’ufficio. Il giudice poi era uno di quelli che evitò le gare pubbliche per i fondi di Expo giustizia. Chi controlla i controllori non lo sapremo mai.

Il centrosinistra era già stato beneficiato dal fascicolo sulla compravendita della Sea, dimenticato per 6 mesi in un cassetto della procura e ricomparso magicamente solo quando le indagini non si potevano più fare, scatenando la guerra interna all’ufficio inquirente in cui alla fine ha pagato l’anello debole il pm Robledo trasferito a Torino per lesa maestà dell’allora capo Bruti Liberati. In seguito partì la moratoria delle indagini sugli appalti Expo dove la ciliegina sulla torta è il proscioglimento di Sala senza nemmeno il disturbo di un interrogatorio. Il premier Renzi in ben due occasioni ringraziò Bruti Liberati “per la sensibilità istituzionale”. La legge per gli avversari si applica, per gli amici si interpreta. Nell’ex patria del diritto

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