Aspettando l’ora del silenzio

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L’attesa per le 24 di questa antivigilia dei ballottaggi attenua il senso di saturazione per l’orgia di chiacchiere, dibattiti, comizi, confronti, indiscrezioni e talvolta gossip, sugli spareggi che domenica diranno, tra l’altro, chi si metterà sulle spalle la scomodissima, pesante soma del governo di mezza Italia, cioè di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna. Se non c’è dubbio che l’esito del ballottaggio di Roma e Milano è politicamente il più rilevante, non è da condividere il peso minore che i media, soprattutto televisivi, hanno riservato ad altre metropoli e in particolare a Napoli. Quasi non si è detto della sfida tra l’indipendente De Magistris, sindaco uscente e Lettieri, sostenuto dalla destra e sfido chiunque a sostenere che non si tratta di una sottile, diffusa forma di razzismo. La mia tesi, solo per fare un esempio, si conferma con la consolidata prassi del quotidiano la Repubblica e delle sua pagine di sport che hanno concesso alle partite del Napoli, secondo solo alla Juventus, spazi marginali, peggio collocati, meno ampi rispetto ad altre squadre (Roma, Milan, Inter). Ma è soprattutto evidente nell’enfasi con cui è stata raccontata la sfida Raggi-Giachetti, Sala-Parisi e la sordina che ha caratterizzato le competizioni nelle altre città capoluogo. Tra meno di dodici ore prevarrà finalmente il silenzio sull’inconsistenza politica della Raggi, la captatio benevolentiae di Giachetti, le schermaglie a colpi di rivelazioni di vizi di forma Sala-Parisi. Il vero problema di queste consultazioni è l’assenza di candidati a dimensione adeguata al compito di guidare realtà complesse quali sono le grandi città italiane e di invertire rotta rispetto ai danni procurati da decenni di cattivo governo.

 

Inghilterra, sola o europea?

L’Inghilterra s’interroga: l’omicidio di Jo Cox, la giovane donna laburista uccisa da un delinquente al grido di “Britain first”, ovvero Gran Bretagna prima (di tutto), è sicuramente l’atto di violenza di un uomo devastato da follia ultra nazionalista, sicuramente ispirato dai nemici dell’Europa che insieme ad altri gruppi isolazionisti urlano nelle piazze proprio quel “Britain first”. Gli inglesi s’interrogano sulle conseguenze dell’atto criminale. Lo fa, in particolare chi, senza dirlo esplicitamente, ritiene che possa far cambiare opinione a molti fautori dell’indipendenza dalla UE. A sostenere la tesi favorevole all’Inghilterra dentro la Comunità, uomini di scienza, politologi, economisti esperti in materia di costi e ricavi della permanenza negli Stati Uniti d’Europa.

Nella foto Jo Cox, deputata laburista inglese

 

Smentite, no, conferme

Massimo D’Alema può smentire fin che vuole le accuse di remare contro Renzi per vendicare il mancato appoggio a un ruolo prestigioso in Unione Europea. A insistere sulle significative strizzatine d’occhio ai 5Stelle non è solo la documentazione ribadita dal quotidiano la Repubblica sul voto alla Raggi per far dispetto al premier, segretario del suo partito: c’è anche la dichiarazione dello storico dell’arte Tommaso Montanari. “E’ vero, D’alema mi ha sollecitato perché faccia parte dell’esecutivo della candidata grillina”. Più vendetta di così…

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