SENTENZA SCHETTINO / LA FARSA DELL’INCHINO E SUL TGR “L’ANSIA PER IL COMANDANTE”

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Giallo Concordia. Confermati i 16 anni in appello al Comandante di tutte le sciagure, al secolo Francesco Schettino, che attende il verdetto dei giudici di secondo grado nella sua magione di Meta, sulla costiera sorrentina che sboccia di primavera.

Solo una piccola sorpresa, quell’interdizione “dai titoli professionali marittimi per cinque anni”: un vero ceffone per un Lupo di Mare come lui, per l’intemerato Comandante di tutte le Tempeste, per l’Uomo capace di domare ogni tsunami. Ma non di evitare quegli scogli maledetti, quelle “scole” che hanno mutato il verso del suo destino e – piccolo incidente di percorso – ammazzato 32 persone.

L’orgoglio ferito del Lupo saprà fargli ritrovare la memoria perduta? Infondergli quel coraggio che fino ad oggi ha vagato nel suo indomabile petto senza trovare una via di fuga?

La sentenza, infatti, è una perfetta, plastica immagine dell’odierno, comatoso stato della “Giustizia” nel nostro Paese: non da terzo, ma da ultimo dei più sperduti mondi.

L'inchiesta della Voce di marzo 2012

L’inchiesta della Voce di marzo 2012

Anche in appello, infatti, il prode Schettino paga per “l’inchino”: il maradoniano tentativo di slalom tra le scole avversarie, per fiondarsi nel mare blu del Giglio e proseguire la rotta.

In due cover story di quel tragico 2013 – una a marzo, ad un paio di mesi dalla tragedia, l’altra a dicembre, e che trovate nei link in basso – la Voce ha radiografato l’incredibile naufragio, fornendo una serie di dettagli che non prendevano in considerazione la “barzelletta” dell’inchino – alla quale neanche gli alunni delle scuole toscane hanno mai creduto – ma puntavano dritto al perchè, ai motivi reali che stavano dietro a quel “mistero”. Scoprendo le rotte della coca, altri traffici, altre “consegne” di polvere bianca, altri “avvicinamenti” notturni, altri “precedenti” a bordo di navi crociera – e proprio della Costa, ma non solo – altri casi passati alle cronache ma sempre ignorati, come in Spagna mesi prima.

Hanno mai dato una sbirciatina a questi “dettagli” gli 007 della Procura di Grosseto? Si sono premurati di capire la dinamica del giallo? Sono andati un palmo oltre le scontate dichiarazioni di Schettino? Hanno mai cercato di guardare un attimo oltre la sua ovvia paura di alzare il sipario su scenari da crimine organizzato? Neanche per sogno. Basta l’inchino. Ottimo e abbondante per le illuminate menti della procura grossetana; e anche per le toghe di secondo grado.

Ciliegina sulla torta. Campania trepidante in attesa della sentenza. A fotografare il tremendo stato di emozione che ha percorso – come neanche uno sciame di scosse telluriche – l’intera regione, ha provveduto un imperdibile reportage di apertura, ore 19 e 30, del Tg Campania. Che apre su note da Requiem, prosegue con immagini che toccano le corde d’ogni cuore e finisce per titolare, dopo un intenso minuto di raccoglimento: “In ansia per Schettino”. Centralini intasati in Rai: si reclama un altro servizio di “Scherzi a parte”. Peccato che le 32 vittime dell’inchino non si siano potute godere quel magico minuto.

 leggi anche:

COSTA CONCORDIA – L’OMBRA DELLA P3 – 3 aprile 2012

COSTA CONCORDIA – LA PISTA RUSSA – 2 marzo 2012

qui in pdf l’originale

— inchiesta marzo 2012 Costa Concordia 

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