VIVISEZIONE – 1 / GLI AUTOGOL DEL MAESTRO DI LOGICA GIULIO GIORELLO

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Vivisezione al centro del dibattito filosofico. Domenica “La Lettura”, il supplemento domenicale del Corriere della Sera, pubblica 2 pagine firmate dal filosofo ed epistemologo Giulio Giorello, che recensisce – condividendone le tesi – il volume “Cavie – Sperimentazione e diritti animali” edito dal Mulino e scritto da altri due docenti di filosofia alla Sapienza, Gilberto Corbellini e Chiara Lalli. Ieri la Voce ha commentato tali tesi. Oggi il cofondatore del Movimento Antispecista, Bruno Fedi, per anni docente di Medicina e Chirurgia alla stessa Sapienza di Roma, invia una lettera aperta al direttore de “La Lettura”. Con la speranza che possa essere pubblicata e i suoi contenuti resi noti a chi ha letto il Giorello-Pensiero. Ecco, di seguito, l’intervento di Fedi.

 

Bruno Fedi. In apertura Giulio Giorello

Bruno Fedi. In apertura Giulio Giorello

Illustre direttore, mi sembra ovvio che la ricerca scientifica debba basarsi sulla verità. Mi permetta dunque di rispondere all’articolo di Giulio Giorello, pubblicato su “La Lettura” del 29 maggio. L’abitudine di alcuni giornali di pubblicare le lettere e gli articoli a favore della sperimentazione su animali, ma non quelle contrarie, è scorrettissima e manipolatoria della pubblica opinione.

L’articolo di Giorello prende spunto da un libro di G. Corbellini e C. Lalli (“Cavie – Sperimentazione e dir) ed esordisce: “Gran parte dell’opinione pubblica condanna la Sperimentazione Animale (SA), ma se si adotta questo punto di vista, come potremo giustificare il fatto che ce ne nutriamo?”. La frase è ambigua. Fa sembrare gli antispecisti in contraddizione con se stessi. Non è così. Gli antispecisti considerano SA ed alimentazione carnea due errori, sia pure con motivazioni diverse. Non devono giustificare nulla. Devono trovare una giustificazione coloro che mangiano carne ma sono contro la SA.

Poche righe e troviamo: “procedere così vuol dire che nel nostro Paese non solo si bloccheranno gli studi volti a chiarire gli effetti di nuove droghe sintetiche ed a controllare gli effetti tossici di terapie cellulari avanzate… etc”. Questo è proprio un autogol imperdonabile! In Italia ed altrove ci sono milioni di drogati umani, spontanei, autentici, su cui si può controllare tutto, ma si chiede di controllare su cavie, che non si drogano! Cioè, su uno status patologico, inesistente, creato dai ricercatori! E se gli effetti fossero diversi (come saranno certamente), a chi crediamo, ai risultati sull’uomo o sulla cavia?

Poche righe e si fa ancora peggio: “…porteranno ad una ricerca clinica senza scrupoli, se non è consentito acquisire informazioni precliniche sulla sicurezza…etc”. Nessuno ha mai chiesto questo! Si è chiesto che le informazioni precliniche provengano da culture di cellule umane, di tessuti, di organuli (già producibili!), da tutte le tecniche alternative già validate! La frase parla di sicurezza: ebbene, l’unica sicurezza, nella SA, è che i risultati saranno diversi da quelli ottenibili dall’uomo, spontaneamente ammalato o drogato.

Poche righe ancora e troviamo una dichiarazione assurda, attribuita a Darwin: “Gli altri animali ci forniscono modelli per capire la nostra anatomia fisiologia, etc”. Evidentemente non si tiene conto che all’epoca di Darwin si sapeva poco o nulla di genetica. Non si tiene conto del fatto recente che una ricercatrice, in USA, ha praticamente riscritto l’embriologia, studiandola sull’embrione umano con tecniche moderne. Non si tiene conto che quella studiata da tutti precedentemente, ma dedotta da osservazioni su altri animali, era piena di errori. Come si fa a sostenere che gli animali sono un modello per l’uomo? Bisogna spiegare che l’anatomia umana è specifica e si può imparare solo sull’uomo? La stessa cosa, per la fisiologia?

Giulio Giorello dichiara, però, di condividere quanto scrive Corbellini. Non è un delitto: no, no, è proprio un errore. Ma non basta. Giorello dichiara che nella SA c’è un aspetto etico e le ricerche vanno esaminate caso per caso. Giusto. Aggiunge però che una sperimentazione assolutamente “priva di scrupoli, è condannabile”. Ma questo è proprio quello che chiedono i sostenitori della SA! Infatti la raccomandazione 2010, da essi approvata, permette tutto: prima lo proibisce, poi lo autorizza, in deroga! Dunque Giorello, condanna tale sperimentazione senza scrupoli, dopo aver detto ripetutamente di condividere le idee di Corbellini.

Infine, un altro errore: “Siamo disposti, oggi, a proteggere la vita di bacteri nocivi o virus?”. Ma quale antispecista ha chiesto questo, professor Giorello? Non si possono attribuire al movimento delle richieste assurde! Nè il problema della ricerca può essere risolto citando l’ opinione di Plutarco o di Leopardi. Legga, per piacere, il documento sul superamento della SA, proposto dal Movimento Antispecista. Sono certo che cambierà opinione. Lei è un filosofo, dunque la logica deve essere il suo forte:basterà conoscere i fatti.

Due parole anche per Leonardo Caffo. Il suo articolo tende  far ritenere che il problema della sperimentazione animale  sia filosofico. Caffo dice bene quando afferma che l’antivivisezionismo scientifico non è terreno appropriato per un filosofo. Chi conosce la filosofia, ma non la biologia,  parli di ciò che sa e non di ciò che non sa. Dice il giusto quando asserisce che “Non abbiamo nessun buon argomento per sfruttarli o ucciderli, a prescindere dalla necessità”. Si contraddice subito, affermando che la sperimentazione animale serve ed “è fuori dalla realtà negare…etc”. Avendo ammesso che non è il suo terreno, perchè dare questo giudizio infondato?

Infine, Boncinelli. Lo leggo per ultimo, ma dovevo leggerlo per primo. Boncinelli demolisce semplicemente tutto quanto affermato da  Giorello e da Caffo. Riferisce che i progressi più vistosi nella schizofrenia ed autismo vengono da studi sul genoma umano. Dichiara che “Non possiamo saper nulla dei disturbi mentali degli animali non umani”. Finalmente uno che parla di ciò che sa e dice il vero! Uno che dice i fatti, non le sue opinioni. Bravo. Congratulazioni.

 

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