Lannutti: vittoria in Cassazione contro la Consob

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La Suprema Corte ha cassato ieri, definitivamente, la multa-rappresaglia della Consob inflitta al presidente Adusbef Elio Lannutti.

Il 30 novembre 2009 Lannutti venne ingiustamente sanzionato con 100.000 euro di multa per turbativa di mercato su un preciso mandato di Alessandro Profumo ed Unicredit, dopo che Adusbef e Federconsumatori avevano denunciato a 10 Procure della Repubblica il pericolo dei derivati tossici appioppati da Unicredit ad imprese sane portate così al dissesto, «per alimentare la smodata avidità dei banchieri – dichiarava Lannutti – con le banche che guadagnano sempre».

Lannutti si era ritrovato sbattuto sulle prime pagine di giornali e tv di mezzo mondo: centinaia di  notizie che gettavano fango sul “Paladino dei consumatori e senatore della Repubblica Elio Lannutti, sanzionato per turbativa di mercato”, a caratteri cubitali. 337 notizie monitorate da Volo Press, il sito della rassegna stampa on-line il 1 dicembre 2009, e ben 107 il 2 dicembre.

Lo stemma della Consob. In apertura Elio Lannutti

Lo stemma della Consob. In apertura Elio Lannutti

Invece di punire i comportamenti fraudolenti dei banchieri che spacciando montagne di derivati avariati commisurati alle stock option hanno determinato il crollo dell’economia, del Pil e dei mercati, la distruzione di milioni di posti di lavoro disseminando povertà e miseria, la Consob con una ben architettata rappresaglia ordita da Alessandro Profumo, allora amministratore delegato di Unicredit, aveva sanzionato uno dei pochi rappresentanti dei risparmiatori che denuncia da anni condotte di vera e propria criminalità economica, per screditarne il prestigio e svilirne l’attività.

Nonostante due Corti di Appello, Perugia e Roma, avessero cancellato nel 2010 quella sanzione, stigmatizzando una vera e propria rappresaglia, «a dimostrazione di una Consob succursale subalterna delle banche, in particolare di Unicredit», sottolinea oggi Lannutti, il presidente Consob Giuseppe Vegas, spendendo soldi pubblici, nel 2011 aveva promosso ricorso in Cassazione. 
«Ieri dopo la sentenza della Suprema Corte, nonostante l’Ansa abbia riportato correttamente la notizia con tre lanci di agenzia – aggiunge l’ex senatore e presidente Adusbef Lannutti – nel Paese alla rovescia divorato da corruzione ed illegalità, che ci vede ai primi posti per corruzione, tra gli ultimi per la libertà di informazione, che perseguita i cittadini onesti e premia ladri, gaglioffi, cricche e faccendieri funzionali ad un regime marcio, sono apparse solo poche righe semi-nascoste su tre quotidiani». Di qui l’annuncio: «Raccoglierò un dossier su questo ed altri episodi, che dimostrano quanto sia servile la stampa in Italia, con i giornalisti, specie quelli economici (che secondo il professor Beppe Scienza sono tali, perché costano poco) che fungono da manganellatori dei poteri economici, delle banche, Consob e Bankitalia, che presenterò in una conferenza stampa ed invierò a Reporter sans Frontier ed altre istituzioni italiane ed europee».

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