I “no” degli omofobi

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Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il parere di un politologo per capire su quale presupposto nasca e si espanda l’“imperativo categorico” di mussoliniana memoria di strizzare l’occhio destro alla parte più retrograda, bigotta e fascistoide degli italiani. Per fortuna le sue sparate sono compensate dall’Italia progressista, antifascista e socialmente evoluta. Unioni civili: il Paese volta pagina e prende atto della realtà che venuta allo scoperto per il coraggio di uomini e donne omosessuali, ha messo la società di fronte all’ipocrisia di conoscere il fenomeno ma di seppellirlo di emarginazione. Salvini non perde l’occasione e in pieno raptus disfattista commette l’ennesima idiozia politica supponendo che gli valga consenso e voti dei cattolici fondamentalisti, della Chiesa che ancora una volta ingerisce nelle questioni politiche di chi l’ospita, di omofobi e fascisti di Forza Nuova, Casa Pound. Il rozzo leghista azzarda un proclama a beneficio di eventuali sindaci della Padania e con tono perentorio impone loro di non celebrare matrimoni di coppie gay. Nel delirio del contrasto a qualunque atto di governo, a prescindere dal che e dal come, Salvini finge di non sapere che i sindaci, di sinistra centro o destra sono obbligati a rispettare ogni legge dello Stato e la balla di dichiararsi obiettori di coscienza può suggestionare solo la quota ignorante del suo elettorato. Gli ha fatto immediatamente eco tale Bitonci, sindaco di Padova: “Non celebrerò i matrimoni gay”. Prima di lui lo ha dichiarato un altro genio della politica, il signor Alfio Marchini che corre per il governo di Roma per scelta di Forza Italia, La Destra e Ncd. Parentesi: come si conciliano l’alleanza di governo con il Pd del Nuovo Centro Democratico e il consorzio per le amministrative di Alfano con la destra? Il Fatto Quotidiano, a margine degli articoli pubblica i commenti dei lettori ed ecco di seguito alcune opinioni: “Salvini e i sindaci che la pensano come lui, possono trasferirsi in Arabia o in Nigeria o in Congo ( anzi li’ no, perché ci sono i diamanti e poi finisce che si cacciano in qualche guaio serio. Da quelle parti non scherzano…)”. Lì,’ leggi come quelle della Cirinna’ sarebbero impossibili. Caricasse tutti su una zattera e se ne andassero tutti da quelle parti”. “Ma Salvini, paladino della sacralità del matrimoni tradizionale, non è divorziato?” “Se i sindaci della lega disobbediscono alle leggi italiane devono disobbedire anche allo stipendio”. “Qualcuno spieghi a Salvini e cavernicoli simili, che il medioevo è passato da tempo…E comunque fa specie vedere un divorziato e concubino come il felpato padano, ergersi a difensore della fantomatica famiglia tradizionale e fa specie pure sentire un leader di partito e parlamentare europeo, invitare dei sindaci a non rispettare una legge…”

Nella foto Salvini e Marchini

 

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