Calcio beffardo, senza merito Roma 1, Napoli 0

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Cinquanta sfumature di grigio macchiano Roma-Napoli in un solo minuto, letale, a un niente dallo zero a zero che avrebbe fissato i punti di vantaggio sulla Roma a quota cinque e garantito, o quasi, l’accesso alla coppa dei Campioni senza passare per le forche caudine di insidiosi preliminari. Mancavano sessanta secondi al novantesimo e gli azzurri erano sicuri di aver ottenuto quanto utile a tenere la Roma a distanza di sicurezza. Rilassamento generale, Niangolan calcia in dannata solitudine, niente da fare per Reina, disoccupato per l’intero incontro. In quel minuto, che Sarri avrà segnato sull’inseparabile taccuino come un malefico gioco del destino, le maglie degli azzurri hanno ceduto quanto è bastato a guastare una partita attenta per 45 minuti e segnata da più di un’occasione per andare in vantaggio con Higuain fermato due volte da uno strepitoso Szcesny e con Callejon in gol (annullato), grazie a uno dei suoi efficacissimi tagli alle spalle della difesa giallorossa. Fuorigioco? Forse di qualche millimetro. La Roma per quarantacinque minuti si è logorata in un pressing a tutto campo inusuale che ha impedito agli azzurri di attuare lo schema vincente di tante partite vinte: possesso palla paziente a centrocampo, improvvise accelerazioni in verticale. Un monumentale Koulibaly ha spento ogni velleità offensiva di Salah e compagni, nello score della Roma nessun tiro capace di impensierire Reina, se si eccettua l’occasione di Salah al via del primo tempo agevolata da uno svarione di Albiol. Palla alle stelle, fine della pericolosità romanista. Dal golfo mistico, nel secondo tempo altra musica: come previsto cala l’intensità antagonista della Roma, per incipiente stanchezza, il Napoli non aspettava altro e prende la direzione dello spartito con il piglio delle migliori occasioni. Il respiro chiesto da Sarri perché proietti Hysaj e Ghoulam sulle rispettive corsie laterali viene meno, con maggiore evidenza con il difensore albanese, preoccupato di bloccare in partenza le sortite El Kaddouri e Salah. Mertens e Callejon interpretano da copione il loro ruolo, Higuan è stretto nella preoccupata morsa difensiva giallorossa, Hamsik non è nella forma smagliante di altre partite. Allan e Jorginho fanno a puntino il loro dovere. Qualche preoccupazione per Albiol e soci arriva nel secondo tempo per l’innesto di Maicon che subentra all’infortunato Florenzi e vola pericolosamente sulla fascia destra, ma niente di trascendentale. Il custode della porta giallorossa compie un paio di parate da pallone d’oro su Higuain, Mertens prova un paio di bordate, purtroppo finite oltre la traversa. Il Napoli non riesce a sfondare. I cambi: Zukanovic per Manolas infortunato (20° P.T.), Maicon per Florenzi, infortunato, Totti, con boato dell’Olimpico, per El Shaarawy. Nel Napoli, Insigne per Mertens, Lopez per Allan e subito dopo il gol della Roma, al 45esimo della ripresa Gabbiadini per Jorginho nell’illusione di un impossibile miracolo. Il gol che condanna ingiustamente il Napoli (sarà un caso, ma arriva poco dopo l’ingresso di Totti) è firmato da Niangolan e racconta il finale di una partita che il Napoli avrebbe meritato di vincere e che invece porge in anticipo, su un piatto d’oro, allo scudetto alla Juve. Non può più sbagliare il Napoli: farsi raggiungere dalla Roma sarebbe una beffa, peggiore di quella che l’ha premiata all’Olimpico senza merito.

Nella foto Niangolan

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