Che delusione, ovvero l’eroe con scheletri nell’armadio

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Vatti a fidare delle apparenze e delle apparizioni televisive di personaggi prive di accertamento sulla credibilità degli intervistati: succede che la Rai e moltissimi concorrenti della comunicazione via etere si innamorino di una storia con i crismi dello scoop. Protagonista è Pino Maniaci, direttore di Telejato, emittente siciliana di Partinico, accreditato di giustificata notorietà per una coraggiosa campagna antimafia e contro il malaffare, costata al suo editore e responsabile della redazione, minacce, attentati (bruciata la sua auto), la tutela delle forze dell’ordine. L’ultima battaglia di Telejato ha preso di mira la gestione dei beni confiscati alla mafia, vicenda che coinvolge Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale palermitano sospesa dal Csm. L’alone di eroismo giornalistico che avvolge Pino Maniaci si dissolve con sorpresa generale. Il direttore antimafia è indagato per l’ipotesi di reato d’estorsione. Intercettato dai carabinieri impegnati in altre indagini, risulterebbe che ha ottenuto favori, per esempio l’assunzione della compagna al comune di Partinico con un contratto a termine che una volta concluso avrebbe conservato il compenso relativo, pagato personalmente dal sindaco. Maniaci avrebbe ottenuto finanziamenti per la sua emittente, sotto forma di pubblicità a carico dei sindaci di Partinico e Borgetto. Dubbi di chi indaga sull’ultima presunta intimidazione, l’avvelenamento e l’impiccagione di due suoi cani. Si tratterebbe di un atto legato a vicende private. Che dire, non c’è più niente di cui stupirsi e soprattutto in cui credere.

Nella foto Pino Maniaci

 

Scuola mia, non ti conosco

Due episodi mettono il mondo delle scuola in evidenza nelle pagine della cronaca e hanno in comune atti di violenza. Due energumeni, la madre, spalleggiata da fratello maggiore di un’alunna della scuola media Carducci di Catania, ha fatto irruzione nella classe dove si trovava l’insegnante della figlia e in presenza degli alunni lo ha aggredito: voti troppo bassi, la motivazione, docente soccorso dal 118 e deciso a querelare gli aggressori.

Il secondo episodio denuncia l’inerzia istituzionale che non affronta con urgenza la continua scoperta di insegnanti che maltrattano fisicamente e con violenze psicologiche i bambini a loro affidati. Spinte, schiaffi di una maestra, 61 anni, sospesa per dieci giorni nel 2010 per aggressività, e ora arrestata su segnalazione di una collega che l’ha denunciata per maltrattamenti a bambini di tre anni: in una scuola dell’infanzia di Rimini ceffoni, calci, minacce e come conseguenza reazioni traumatiche, ansia, terrore, soggezione piscologica. E’, o non è, l’ora di controlli a tappeto nei “baby parking”, negli asili, nelle scuole elementari e, in altro ambito, nelle strutture di assistenza agli anziani e ai disabili? Il caso, solo l’ultimo cronologicamente in una struttura psichiatrica di Milano. Pugni, minacce, percosse con il contenitore delle feci, colpi di scopa, offese, umiliazioni: autori alcuni operatori socio sanitari peruviani. Uno di loro arrestato in flagranza di reato, grazie alle riprese di telecamere nascoste. La reazione di uno dei pazienti si conclude con l’infermiere che gli rovescia addosso il contenitore delle urine.

 

No, no, solo no

Di “signor no”, si conosceva finora Peregrini, storico partner di Mike Bongiorno nel telequiz “Rischiatutto” riproposto da Fazio. Un dilettante mister Peregrini: professionisti del no sono i giovanotti e le signorine Cinquestelle che timbrano con il “no” tutto quello che non esce dalla mente del povero Casaleggio e in futuro del figlio. A furia di negare, i grillini vanno in tilt e per non perdere l’abitudine bocciano la proposta di rendere monumento nazionale la casa-museo di Ghilarza, in Sardegna, dove è nato Antonio Gramsci, incarcerato dal fascismo, autore dei Quaderni dal Carcere, opera significativa del Novecento, temuto da Mussolini per la sua mente eccelsa. Il “no” dei pentastetallati segnala il livore nei confronti di quanto non appartiene al mondo esterno al movimento, indipendentemente dalla qualità degli “altri”. Riesce difficile immaginare la traslazione dell’ideologia della negazione “a prescindere” nel governo di città difficili qual è Roma che hanno sete di “sì” per invertire rotta rispetto ai sindaci che nel tempo si sono alternati alla guida del Campidoglio. Il sospetto è che ogni “no” sia indipendente dal contenuto delle proposte, che obbedisca esclusivamente alla competizione elettorale con il Pd. Un obiettivo così apertamente strumentale somiglia troppo all’ancien politique.

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