Fra’ Fausto tra colombe, toghe e ciellini, camminando sull’orlo dell’abisso…

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L’assassino, molto spesso, torna sul luogo del delitto. Così come i responsabili delle più grosse atrocità quasi sempre partono all’attacco e – in gergo – “si costituiscono parte civile”. Così hanno fatto – clamoroso esempio – i Signori del Costa Concordia, pur condannati a risarcire i familiari delle vittime (anche se i morti non torneranno in vita e per di più le cifre sono spesso ridicole, altro schiaffo alla memoria). Da autentico Guinness la storia targata Circumvesuviana, il carrozzone dei trasporti nella provincia di Napoli, autentico monumento al clientelismo e allo sperpero di danaro pubblico, che ora supera le performance di ogni tempo. Tre anni fa due sorelle vennero travolte a un casello incustodito da un convoglio della Circum a bordo della loro auto. Pochi mesi fa la sentenza di primo grado: sorelle disattente, Circum assolta. Sgomenti, i familiari non sanno che fare, visto che la giustizia è ormai un’utopia. Nel frattempo, i Signori della Circum citano i poveri familiari per i danni subiti dalla loro motrice nell’impatto con l’auto delle due poverette.

Ai confini della realtà? No, dentro la “Giustizia uguale per tutti” (a questo punto entrano in scena i “rumors” firmati Totò) di Casa Nostra.

Dal livello (tramite quel passaggio killer) giudiziario passiamo a quello politico. E’ previsto l’assassinio “politico”? Non nel senso concreto (tipo Trotsky, oppure Moro), ma sotto il profilo dell’annientamento di un movimento, per intenderci la sinistra. Eccoci a uno dei killer Maximi – non pensate subito solo a Baffin D’Alema, il numero uno incontrastato – il comunista doc, il compagno dei compagni, Colui che prima ha sacrificato i suoi anni migliori per i “lavoratovi”, poi per i compagni di “Vifondazione”, togliendo tanto prezioso tempo ai salotti romani, ai party in compagnia della sempre impellicciata Lella, alle luculliane cene con l’amico senatore “D’Uvso”.

Bene, cosa fa adesso Super Faust? Cosa partorisce la sempre eruttante mente di Vate Bertinotti? Frequenta le adunate targate Comunione e Liberazione, va in tour a presentare l’ultimo libro del successore di don Giussani, don Julian Carròn, frequenta vescovi e alti prelati. E, ieratico, da anatomopatologo analizza: “la sinistra politica è morta”. Diagnostica: “proprio il rapporto sbagliato con il potere è causa ed effetto dello smarrimento dell’identità di cui soffre la sinistra”. Ma non era morta? Boh… Infatti, l’intervistatore, sgomento, ridomanda: “Sinistra l’è morta?”… . E lui certifica: “Sì la sinistra politica è morta”. Poi chiarisce: “Bisogna affacciarsi sull’abisso per scongiurare il pericolo”. E allora? Siamo di nuovo risorti? Un piccolo consiglio: affacciandosi su quell’abisso, fare un passettino in avanti, poi un altro…

 

Nella foto Fausto Bertinotti al solito ricevimento elegante con la “sora Lella” e Mario D’Urso

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