SENZA PIU’ PUDORE – L’ABI ESIGE DAL GOVERNO L’ENNESIMO DECRETO A MISURA DI BANCHIERI

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Elio Lannutti

Elio Lannutti

Senza limiti l’avidità dei banchieri e dell’Abi. In ordine di tempo: l’aumento di capitale delle quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro, che genera cedole annue per le banche socie della banca centrale pari 380 milioni di euro; il provvedimento con fiscalità di vantaggio sulla deducibilità delle perdite, passate da 18 anni a 5 anni, valutato da Mediobanca 19,8 miliardi di euro (portato di recente dal Governo Renzi ad 1 anno); il decreto salva banche con esproprio del risparmio a danno di 130.000 famiglie delle 4 banche in risoluzione; l’esproprio delle case direttamente dalla banca in mancanza di 7 rate (portate a 18 dopo le proteste del M5S) di mutuo non pagate, senza passare per la legittimità di un giudice terzo; lo sconto per i trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie con l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, non più assoggettata da un’aliquota del 9%, ma nella misura fissa di 200 euro;  la Bad Bank con la garanzia statale sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs), concessa alle banche, con la dotazione iniziale del Tesoro che passa da 100 a 120 milioni di euro; il Fondo Atlante per gestire le sofferenze tossiche e partecipare perfino agli aumenti di capitale delle banche decotte, con la garanzia parziale della CDP. E anche oggi, abbandonato ogni pudore, l’Abi continua ad esigere decreti a favore delle banche.

Per bocca del direttore generale,  Giovanni Sabatini, l’Abi ha infatti chiesto ulteriori interventi per velocizzare e rendere più efficienti le procedure di recupero crediti, accampando studi empirici sulla presunta riduzione dei tempi di recupero dei crediti, che potrebbe avere importanti effetti positivi sulla valutazione dei portafogli di crediti deteriorati e dunque contribuire a ridurre la distanza tra valori di bilancio e quotazioni offerte dal mercato,  pari al 10%  per ogni anno di riduzione dei tempi di recupero delle garanzie tra prezzo di offerta e prezzo di domanda. «A questo riguardo – ha detto senza più freni né pudore Sabatini – potrebbe essere utile intervenire con un prossimo decreto legge, per introdurre alcune previsioni volte a rendere più efficaci ed efficienti, nonché meno costose, le procedure esecutive, contribuendo in tal modo in maniera decisiva al ‘decollo’ del mercato dei crediti deteriorati».

Giovanni Sabatini

Giovanni Sabatini

Dopo aver riconosciuto che il legislatore, nell’ultimo periodo, ha prestato particolare attenzione alla tematica dell’accelerazione del recupero dei crediti, Sabatini ha chiesto di continuare su questa azione perché gli strumenti di soddisfacimento per i creditori appaiono, tanto in tema di esecuzioni individuali ed escussione delle garanzie, quanto in tema di procedure concorsuali, ancora caratterizzati da procedure complesse, di lunga durata e poco convenienti, e quindi, passibili di ulteriori interventi normativi. Un contributo significativo alla creazione di un mercato secondario delle sofferenze, ha concluso Sabatini, «potrà derivare sia dagli effetti del provvedimento che prevede la possibilità di concedere alle banche garanzie dello Stato per operazioni di cartolarizzazioni di sofferenze, sia a seguito dell’avvio di iniziative volte a creare nuovi operatori che abbiano l’obiettivo di intervenire nello smobilizzo degli stessi crediti in sofferenza delle banche».

I banchieri chiedono, il governo esegue, approvando norme di vantaggio ad esclusivo  favore che, oltre a sottrarre i diritti e la legalità, cancellano quei contrappesi che in uno Stato di diritto rappresentano presidio e garanzie per i contraenti deboli, gettati nelle grinfie delle banche. Provvedimenti che fanno ritornare la legislazione italiana al far west, senza regole e principi consolidati, per l’esproprio secco dei beni senza lo scrutinio di un giudice terzo.

Adusbef e Federconsumatori si opporranno a questa deriva legislativa, che se avvantaggia gli interessi delle banche, lede i diritti dei consumatori ed utenti dei servizi bancari.

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