Captatio benevolentiae, ovvero soldi in cambio di acquiescenza

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In campo farmaceutico si chiama comparaggio: le aziende che producono medicinali convincono medici compiacenti a prescriverne in dosi remunerative. In cambio doni (dalla semplice stampa gratuita di ricettari a sofisticati computer) e spesso   crociere con la partner, moglie, fidanzata o amante, vacanze per l’intera famiglia in resort adeguati. Scalando la graduatoria dei medici con maggiore potere e prestigio, in particolare primari ospedalieri e direttori di cattedra, per ottenere lavori scientifici elogiativi di nuovi farmaci la “riconoscenza” fa un salto di qualità e per esempio fornisce agli studi privati attrezzature di grande valore. La tecnica di adescamento non è esclusiva della farmaceutica. E’ condivisa in altri campi e per esempio nel mondo dello sport con le cosiddette sponsorizzazioni che altro non sono se non iniezioni di denaro con forte ricaduta sul consenso per aziende e imprese che agiscono commercialmente o nell’ambito dei servizi. La scoperta che giganti italiani e in dimensione multinazionale partecipano alla cattura della benevolenza di utenti e consumatori trova risalto nell’inchiesta del “Fatto Quotidiano” che racconta il decisivo contributo di colossi industriali alla miriade di Feste di piazza, sagre di paese, e società sportive, piccoli eventi locali, perfino processioni, dalle Alpi all’Etna. Tutto alla luce del sole, ma con qualche sospetto di prevaricazione di leggi e norme.

Classica è l’offerta con cui compagnie big della telefonia ottengono di installare le antenne sugli edifici. Il primo passo coinvolge i comuni. “In cambio di approvazione segnaliamo l’assunzione di tot lavoratori” (ottenuto l’ok, promessa disattesa). Superare il secondo ostacolo è davvero facile: basta “regalare” ai proprietari del palazzo dove installare le antenne il costo del condominio, o in alternativa cifre allettanti, annuali. Il discorso vale anche di più per impianti a rischio come le centrali elettriche, i rigassificatori, la raffinazione del petrolio, persino sorgenti di acqua minerale, tutti impianti a forte impatto socio-ambientale che provocano indagini della magistratura e battaglie ambientaliste. In questi casi i giganti dell’energia si distinguono per costose operazioni simpatia e beneficiarie sono città come Brindisi dove l’Enel gestisce una centrale termoelettrica a carbone, ritenuta responsabile numero uno di emissioni di anidride carbonica.  L’Enel sponsorizza la locale squadra di basket, poi la ginnastica La Rosa, la squadra di calcio a cinque, il torneo di tennis per squadre nazionali femminili e per non farsi mancare nulla anche la festa di San Giustino de Jacobis con il finanziamento dell’esibizione del rapper Moreno Ancora, il teatro Verdi, il Medieval Fest, la partnerschip con il Negramaro Wine festival. Beneficia della benevolenza Enel anche Agrigento con la sponsorizzazione della squadra di calcio. Per caso, nelle vicinanze di Agrigento, a Porto Empedocle, è in previsione un impianto di rigassificazione, per il momento in sospeso. Se in ballo c’è il petrolio non cambia nulla. Basilicata, regione poverissima e tragicamente primatista per casi di tumore, è ricca di petrolio nel suo sottosuolo. Chi pesca l’oro nera nella sua terra concede alla regione il dieci percento dei proventi, ma finanzia anche feste di paese, la rassegna “I tesori delle Valli”, il culto mariano della Madonna Nera di Viggiano, viaggi premio in Nord Europa, vacanze in Francia. L’elenco di misure pro simpatia è molto più lungo, ma il loro senso complessivo è chiaro, inequivocabile. Con i profitti delle risorse energetiche, a prescindere dal danno che si procura all’ambiente, si compra tutto e tutti.

Nella foto trivellazioni petrolifere

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