La fortuna di essere adottati

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Benedetti quei genitori, etero o omosessuali, che rinsaldano il loro amore con l’adozione di uno o più figli e li accudiscono fino all’età adulta, con amore e dedizione. Ogni bambino sottratto agli orfanatrofi, alla miseria, non di rado alla morte nei primi mesi o anni di vita, è una persona a cui si dona per la seconda volta la vita. Non molti anni nel mondo fa l’orrendo intervallo tra la morte di un bambino e la successiva era di venti secondi, a vergogna dell’umanità intera, inerte contro questa inaccettabile tragedia, indifferente agli squilibri che mettono a confronto chi nasce in luoghi della Terra privilegiati, ricchi e chi ha la sfortuna di essere partorito in lande della marginalità economica e sociale. Progressivamente lo spazio già spaventoso che separava la morte dei bambini si è ridotto a dodici, nove quattro secondi. Strapparne uno alle fine prematura è un atto di generosità da incentivare ed è invece scoraggiato dalla farraginosità della burocrazia di settore che induce molte coppie a rinunciare, dopo anni di attesa. Una delle conseguenze è percepibile giorno dopo giorno, tanti sono i casi di bambini abbandonati raccontati dalla cronaca e purtroppo altrettanti gli episodi di maltrattamenti, violenze sessuali, disamore manifestato in mille modi. Eccone alcuni, le denunce sono di una sola giornata: nell’ascolano un padre (si può chiamare padre?) ha infierito sul figlioletto di otto che ha dovuto essere ricoverato in ospedale per le percosse subite.

La povera vittima è stata temporaneamente adottata dal benemerito sindaco di Folignano Angelo Flaiani. Il racconto di un altri gravi episodi di violenza sollecita una petizione al ministro degli interni, in collegamento con la collega dell’istruzione perché sia istituito uno specifico corpo delle forze dell’ordine che indaghi a tappeto sul mondo della scuola e dell’assistenza a disabili e anziani, dove si ripetono episodi di violenza, sporadicamente documentati dalla polizia su segnalazione di genitori e parenti. Dell’ultimo è responsabile una maestra di scuole elementari in provincia di Ravenna che maltrattava i bambini con violenze psicologiche, non meno gravi di quelle fisiche. Di segno comparabile è l’impreparazione del sistema scolastico nell’affrontare le difficoltà dei bambini disabili con quanto serve in termini di risorse umane. Mancano gli insegnanti di sostegno e quelli disponibili non sempre hanno la competenza per accompagnare con la necessaria cura i bambini bisognosi di assistenza specialistica. Nell’aula di una scuola elementare di Napoli una bambina con disturbi è stata accantonata in fondo alla stanza, seduta con la faccia al muro, ignorata da compagni e maestra. Nella classe di una città del Nord, una bambina dislessica è finita dietro la lavagna per tutto il tempo delle lezioni, dileggiata dai compagni sotto gli occhi del maestro. Neonati rifiutati dalle madri, spesso per la loro impossibilità a crescerli, finiscono nei cassonetti della spazzatura, nei contenitori della carta dei bagni pubblici. L’altro lato della medaglia? La serenità di figli adottati madri e padri generosi o da copie gay.

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