CASO CRACCO / PICCIONI DI  TUTTE  LE PIAZZE, UNITEVI

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“Che cucina povera senza quell’uccello!”. Non è la mitica signora Longari davanti al microfono del Rischiatutto di Mike a cadere davanti all’uccello. Stavolta è nientemeno che lo chef degli chef, il Maestro di tutti i Fornelli, il Genio della Tavola, Gualtiero Marchesi. 89 anni suonati ma ancora un mago delle ricette e delle prelibatezze più a la page.

Il Mito ora venuto alla ribalta – ma da sempre nelle corde del Maestro – è quello del Piccione. Senza il quale la vita non è più degna d’essere vissuta. “Il l’ho sempre amato”, ecco la dichiarazione per l’eternità. “E’ una carne speciale”, per la quale ogni follia è ammessa. E come l’amante, orientale e non, ama a tal punto l’amata – per introiettarla meglio, freudianamente degustando – da rosolarla al punto giusto, così l’ottimo Gualtiero agli eccellentissimi palati non può che servire Sua Maestà il Piccione, che “ha un sapore e una qualità fantastici: è forse la miglior carne che esista. Meglio del coniglio, del pollo, della quaglia. Perché mai dovremmo privarcene?”. Il vero Uccello del Paradiso, per Vate Gualtiero. Che poi decide di volare più basso, per spiegare al Volgo: “E’ forse vietato cucinare il piccione da allevamento? No. E allora ognuno prepara quello che crede e che più gli piace. Se dovessi occuparmi d’ambiente non mangeremmo più niente”.

Sulla piccionaia di casa Marchesi, intanto, s’è appena riunito il CIPSI, convocato in riunione straordinaria. All’ordine del giorno, l’approvazione del ddl “Cosciotto del Marchesi” in crosta, una prelibatezza che lo stesso Cipsi (Comitato Italiano Piccioni Super Incazzati) ha deciso di propalare e diffondere tra le migliaia e migliaia di suoi iscritti, nelle piazze di tutta Italia: in testa alla hit Venezia con oltre 100 mila iscritti nella sola sezione “San Marco”, seguono Milano (con piazza Duomo attestata a quota 90 mila), poi molto distanziate Trieste e Firenze.

A quanto pare, il Cipsi ha deciso di lanciare il nuovo prodotto con un testimonial d’eccezione, il rampante chef superstellato Carlo Cracco, noto a tutte le latitudini (avvisati i pinguini artici, per un sos grigliata). Fresca vittima, il martire Cracco, di una orrenda aggressione nel suo ristorante cult a un passo dalla Madunina, con un manipolo di vegani assatanati e urlanti per via dei suoi imperdibili “Piccioni a modo mio”: ormai passato alla Storia quello comodamente disteso su un letto (dove ha passato le ultime ore) di nespole, rape bianche con succo di peperoni, barba del frate e prezzemolo, da 9 stelle Michelin e Nobel honoris causa.

Così ha commentato il “responsabile della comunicazione” dello stellato chef, a proposito del vile attacco di possibile matrice vegano-islamista (indagano i nostri Servizi domestici – bagni compresi –  in collaborazione con Cia, Mossad e Kgb): “Pensiamo che queste persone vogliano sfruttare la fama di uno chef noto al grande pubblico per farsi pubblicità e andare sui giornali. Ci sono cose più importanti da dire – ha aggiunto il portavoce del Vate – e cose più importanti da fare”.

Appunto.

 

Nella foto Carlo Cracco

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