Tormentone “tormentoso”

Condividi questo articolo

E’ l’ora ics per il via al gioco del silenzio sull’ossessione “petaloso” che nel paese delle vacuità ha monopolizzato un popolo intero di scommettitori sul futuro della parola inventata dal piccolo Matteo e sottoposta (ma è un cosa seria?) nientemeno che all’Accademia della Crusca, storica custode della lingua italiana. Di paradosso in paradosso, ecco l’iniziativa dell’intraprendente genitore di Matteo che paventa furti d’autore e deposita l’“invenzione” del figlioletto alla Camera di Commercio di Ferrara. L’obiettivo: cederlo (venderlo) per la commercializzazione o a un ente che lo utilizzi a favore dei piccoli bisognosi. Sta di fatto che si sono fatti avanti un’azienda pugliese e una lucana e che su un famoso sito on line sono in vendita magliette con la scritta “petaloso”. Si annunciano gare tra concorrenti intenzionati a gettarsi su un potenziale affare enfatizzato dal rilievo mediatico di una parolina che dal punto di vista, come dire estetico, non è poi un granché, che non ha charme onomatopeico. Avrà fine il tormentone “tormentoso”?

Nella foto uso commerciale di “petaloso”

 

Cose da neurodeliri

E’ tempo per i sociologi, in sintonia con gli psichiatri, di sottoporre a indagine neuro e introspettiva analitica, per capire se si possono affrontare terapeuticamente le degenerazioni che inducono i terroristi a decapitare persone bollate come infedeli, definite nemiche dello Stato islamico, a rapire e stuprare giovani ragazze, a compiere stragi lasciandosi esplodere o uccisi dopo aver ammazzato decine, centinaia di innocenti. La riflessione è d’obbligo a ridosso dell’orrido episodio di una babysitter che in nome di Allah, ha decapitato una bambina e ha mostrato in piazza la testa mozzata. E’ accaduto a Mosca, in Russia, per lo sconcerto di chi ha assistito all’orrenda scena. Dove nasce e di che si alimenta la ferocia omicida del terrorismo, che ormai colpisce ovunque, senza possibilità di difesa, che minaccia il mondo intero e di recente l’’Italia? Cosa priva dell’istinto di conservazione gli attentatori suicidi o consapevoli di essere uccisi dalla polizia è un mistero per la cultura occidentale e invece fanatica certezza, “normalità”, per gli estremisti del fondamentalismo islamico.

 

Salvineidi

Cosa spinge una timorata di Dio, cattolica praticante, tutta casa e chiesa a competere per il ruolo di sindaco della capitale italiana sotto la bandiera della Lega Nord, coacervo di intolleranza religiosa, becero razzismo, omofobia e disprezzo ingiurioso per il Parlamento, cosa induce a dialogare con il Salvini xenofobo, solidale con la destra eversiva di Marine Le Pen? Si fa strada il sospetto che la Pivetti ex presidente della Camera sia un pallido ricordo, soppiantato dalla Pivetti show girl, televisiva, onnipresente nei salotti del primo pomeriggio Rai, indotta a tentare la sorte del rientro in politica grazie a costante visibilità mediatica. Povera Roma, merita davvero questo?

 

Rigurgiti resistenti

A proposito di destra: la Germania, la sua Corte Costituzionale, si chiede se non sia il caso di dichiarare fuorilegge la destra estrema di Nationaldemokratische Partei Deutschland, definito dalla cancelleria tedesca formazione “anti-democratica, xenofoba, antisemita, anti-costituzionale””. Si ripete l’iniziativa di tredici anni fa, fallita, di mettere fuori legge i nazisti dell’NPD. Vi sono però due precedenti nella direzione opposta allorché la Corte Costituzionale, a ridosso della fine della seconda guerra mondiale, azzerò due partiti, l’Spr, nazista e il partito comunista tedesco. Per capire di che si parla va ricordato che l’ex segretario del partito in questione, tale Udo Voigt, definì Hitler “un grande statista”. E di che meravigliarsi: anche in Italia c’è chi attribuisce a Mussolini identico apprezzamento. C’è chi dissente dalle intensioni della Corte Costituzionale tedesca e per esempio l’ex ministra della giustizia del precedente governo che dichiara di essere scettica sull’opportunità di mettere fuori legge l’LPD. La sua posizione salvifica dimostra quanto sia difficile contrastare i rigurgiti del nazismo e in Italia del neofascismo.

 

Condividi questo articolo

Lascia un commento