SCORDAMMOCE LE GRANE DEL MOSE. A TUTTA AUTOSTRADA, TRAM & FERROVIE LA SUPER FINCOSIT DI VITO GAMBERALE

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Grandi manovre in casa Fincosit, la reginetta di opere pubbliche in Italia e all’estero, inciampata nella tangentopoli veneziana a base di Mose & mazzette. Ben decisa a rifarsi il look, Fincosit, e proprio per questo, sei mesi fa, pensò bene di affidare il suo timone in mani sicure ed esperte: ossia quelle di Vito Gamberale, una vita da manager pubblico, una predilezione per gli appalti stradali (è stato al vertice di Autostrade per l’Italia), poi in sella a mega fondi d’investimento (F2i), e ora – tra le tante poltrone – quella targata Grandi Lavori Fincosit.

Sono lontani anni luce, anche per Gamberale, i periodi bui della Mani pulite partenopea, dove venne inquisito per storie di appalti e telefonia, mazzette & amicizie: superassolto, tutto archiviato, finito in gloria come tante vicende mai giunte al capolinea giudiziario. Lui, comunque, una viola mammola, e da allora un successo dopo l’altro, un’ascesa irresistibile. “Da uomo di grande cultura – commenta un avvocato partenopeo – anche lui ricorderà l’opera di Brecht sulla resistibile ascesa di Arturo Ui, un capolavoro che racconta tante storie moderne, tante scalate inarrestabili nel nostro contesto sociale. La letteratura, del resto, è stata sempre il pane quotidiano in casa Gamberale, con la figlia Chiara ormai solidamente nello star system della scrittura”.

Torniamo a Fincosit. Che ha deciso di puntare grosso sul mercato a stelle e strisce. Fresca di vittoria, ad esempio, la gara per aggiudicarsi un importante lotto della superstrada Wekiva Parkway, in Florida, una cinquantina di milioni di euro. “Bazzecole” commenta il neo gran Timoniere, una garetta per le ampie fauci made in Fincosit: ma tanto vale per rinverdire un mercato che vede l’azienda già presente da un ventennio, e perchè non sorga il sospetto che qualcosa, nell’oliato ingranaggio, si è inceppato dopo la brutta botta – almeno per l’immagine – del Mose. Dal Gruppo, comunque, era già partito un significativo “segnale”, con il fresco acquisto, nello shopping estero, di “Seli Overseas”, che potrà rivelarsi una pedina da non poco per rafforzare la presenza oltreoceano.

Una forte attenzione è comunque sempre dedicata al Belpaese, con Firenze in cima alla hit delle preferenze. Forse per omaggiare il premier Renzi? Fatto sta che Fincosit è l’ennesima sigla che fa capolino nel tormentato appalto per la realizzazione dell’opera più cara all’ex sindaco, che in quella veste fortissimamente la volle, superando ogni barriera geologica e anche ambientalista.

Renzi e il tram veloce di Firenze. In apertura Vito Gamberale

Renzi e il tram veloce di Firenze. In apertura Vito Gamberale

Si tratta della linea 2, il celebre tram veloce, che dovrà collegare l’aeroporto di Firenze Peretola con il centro cittadino. Un appalto vinto dalla storica impresa gigliata BTP, ossia Baldassini-Tognozzi-Pontello, finita nel mirino dei magistrati fiorentini per i mega appalti della Cricca, con uno sponsor politico d’eccezione, l’allora berlusconiano – e ora renzizzato – Denis Verdini. Commissariata BTP, quel ramo aziendale che nel suo portafoglio lavori aveva il tram veloce è passato sotto il controllo di Impresa spa, sigla romano-partenopea riconducibile al mattonaro napoletano Raffaele Raiola (un tempo dc-garofano) e all’uomo ombra di ‘O ministro Paolo Cirino Pomicino, ossia Vincenzo Maria Greco, tramite i rampolli Ludovico e Maria Grazia (azionisti di maggioranza nella Liguria Costruzioni, star nella compagine azionaria di Impresa). Fallisce anche Impresa, e il copione si ripete: subentra, in quel prezioso ramo-lavori, Fincosit. Le grane non finiscono mai: anche Fincosit entra nel vortice giudiziario via Venezia, maxi appalto Mose. Morto un papa se ne fa un altro, e al presidente Alessandro Mazzi (numero due del Consorzio Venezia Nuova) finito in galera e ovviamente “dimesso” dalla carica, subentra Mago Gamberale, il Salvatore della Patria e soprattutto del pingue portafoglio lavori Fincosit.

S’è tuffato con piglio e passione nella Linea 2 di speedy tram, Gamberale. Ma lo fa unicamente per una sorta di impegno morale e civile con la città di Firenze, perchè lui ai soldi non bada: del resto, l’importo dei lavori, un’ottantina di milioni di euro (ossia il 40 per cento di una commessa da 190 milioni) è un’autentica pinzellacchera. “Niente – spiega il Vate delle Infrastrutture – rispetto ai fatturati da 600 e 700 milioni cui siamo abituati”. Ma ecco il filosofo e moralista: “non si è quello che si ha”. E’ poi la cultura a ruggire nel suo petto: “Si tratta di un lavoro nella città simbolo della storia della cultura italiana”. E la finanza etica a spingere i motori delle sue ‘imprese’: “Un’impresa di costruzioni non si qualifica solo per gli importi ma anche e soprattutto per il tipo di appalto”.

Raddoppia – ma le cifre rimangono sempre modeste per le grandeur del Comandante Gamberale – l’appalto con i lavori per la costruzione di due gallerie lungo la tratta ferroviaria ad alta velocità e ad “alta tecnologia” Milano-Genova: solo 165 milioni…

 

 

TRAM VELOCE A FIRENZE / TUTTI CI METTONO LA FACCIA

 

8 maggio 2015

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