IL MAXI POLO DELLA SCIENZA A MILANO VARATO DA SPEEDY RENZI / TUTTI I NO ALL’ASSALTO DEI FONDI PUBBLICI

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Human Technopole a Milano, il domani dell’Expo, la polemica si fa sempre più infuocata. Fra gli interventi più incisivi quello di Giovanni Bignami, astrofisico e membro dell’Accademia dei Lincei. Denuncia, Bignardi, la totale assenza del Ministero per l’Università e la Ricerca in una decisione tanto strategica quanto repentina (un vero blitz) assunta dal premier Renzi con il ministro per l’Economia Padoan. “Un clamoroso atto di sfiducia – scrive su Repubblica – nei confronti della ricerca pubblica da parte del governo che ne è responsabile, Miur o non Miur”. “Un colpo definitivo alla ricerca universitaria, alla ricerca pubblica che già è drammaticamente penalizzata dalla mancanza di fondi”, punta l’indice un altro fisico di fama, Giorgio Parisi.

Pesantissimo, giorni fa, anche l’attacco di Elena Cattaneo, docente alla Statale di Milano. “Mentre la ricerca agonizza – commenta la senatrice a vita – spunta lo Human Technopole”, autentica “toppa glamour al dopo Expo”. E denuncia: “Il progetto sul post Expo è l’esempio più emblematico, tra i tanti possibili, delle distorsioni per fini politici, dell’improvvisazione e di come non si dovrebbero gestire i fondi pubblici per la ricerca. Un finanziamento top-down che crea una nuova corte dei miracoli presso la quale c’è già chi si è messo a tavola”. Precisa Bignami: “I soldi pubblici dati all’Istituto Italiano di Tecnologia (capofila del mega progetto, ndr) verranno poi da questo distribuiti ad attori locali e non (tra essi anche una vinicola trentina, pare). Sono tutti già nominati esplicitamente, prima di cominciare. Ma lo Iit ha forse nel suo statuto la funzione di Agenzia per la Ricerca? Ovviamente no, soprattutto trattandosi di soldi pubblici”. Un Iit privato guidato per 11 anni sempre dallo stesso direttore scientifico e amministratore delegato, Roberto Cingolani: una vera monarchia “inimmaginabile nel pubblico”, osserva Bignardi.

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Bruno Fedi. In apertura l’area Expo

Netta la posizione di Bruno Fedi, fondatore del Movimento Antispecista e per anni docente di Medicina e Chirurgia alla Sapienza di Roma. “Su questo terreno la senatrice a vita Cattaneo ha perfettamente ragione: non si possono sovvenzionare enti privati e non quelli dello Stato. Si tratta di una difesa della scienza italiana contro un attacco dei privati. Non può esistere una tale discrezionalità nell’assegnazione di fondi pubblici ad enti di diritto privato che a loro volta potranno distribuirli a chi vogliono”.

Bruno Fedi ha tenuto a Napoli, il 26 febbraio, una conferenza stampa sul “NO alla sperimentazione animale”, contestandone le basi scientifiche e anche le ultime dichiarazioni della Cattaneo (“senza la sperimentazione animale la medicina muore”). “Ma su questo terreno delle risorse alla ricerca pubblica la senatrice ha perfettamente ragione e le organizzazioni antispeciste e chiunque si batta a favore della ricerca dovrebbero appoggiarla”. E precisa, Fedi: “La controversia attuale tra specisti e antispecisti non è tra scienziati e oscurantisti. E non è neppure una controversia fra tradizionalisti e innovatori. E’ invece una lotta tra chi ha una concezione industrialista, anarcoide, economicistica, privata dell’uso della scienza – come fanno i vivisettori, ossia i fautori della sperimentazione animale – e chi vuole una programmazione pubblica, non privata della ricerca. E scegliendo attraverso il confronto ad armi pari, senza discriminazioni, attraverso spazi pubblici e anche mediatici, i metodi migliori, senza violenza per nessuno”. Conclude Fedi: “Quando la senatrice Cattaneo difende la ricerca pubblica, chiede chiarezza sull’utilizzo dei fondi e invoca una seria programmazione, siamo al suo fianco, senza se e senza ma. Su altri terreni, come la sperimentazione animale senza la quale la medicina fallisce, invece, siamo e restiamo in totale disaccordo”.

 

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