Quel birbante di Tinto Brass

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E non si arrende: il re del film hard, al secolo Tinto Brass, di anni ne ha compiuti ottantadue ed è intenzionato ad aggiungere un grano al rosario di film dichiaratamente indirizzati a chi ama l’erotismo esplicito. Il birbante dall’occhio malizioso lo strizza ai media per riceverne visibilità e inventa il recondito desiderio di un ciac shoccante che dia il via alle riprese di un film, naturalmente very osé, con protagonista la ministra Maria Elena Boschi. Tinto Brass è recidivo. In passato oggetto del suo desiderio sembra sia stata la forzista Gelmini. Che l’ autorevole esponente del Pd sia dotata di un fisico capace di sedurre un marpione come il regista dell’erotismo è come dire, comprensibile. La curiosità vorrebbe che la Boschi rispondesse all’invito con un “no” motivato, ma l’inciucio sarà deluso come lo fu per il silenzio austero della Gelmini. Tramontato il disegno “Boschi” a chi si rivolgerà il pensiero pruriginoso del regista? Alla Carfagna, alla Mussolini? L’auspicio è che si goda il riconoscimento della mostra che gli è dedicata per la lunga carriera e i suoi ventisette film, tutti regolarmente censurati dall’Italia bigotta. Soddisfatto, Brass ha comunque commentato di aver trascorso gran parte del suo tempo prezioso nei tribunali per difendersi dalle accuse di pornografia, molti di più di quello speso dietro la macchina da presa.

Nella foto Tinto Brass

 

“Esageratoso”

Italiani brava gente. A cominciare da giornali e radio telegiornali, da romanzi e saggi, la loro lingua si è imbastardita per un uso selvaggio, scriteriato e passivo di termini, frasi e modi dire dell’inglese. Peggiorano lo stato di salute dell’italiano strafalcioni come l’inesistente “attenzionare”, pronunciato a iosa da giornalisti e politici per finire al tautologico “alle prime luci dell’alba” usato da tutti e perfino da uno scrittore eccelso come Le Carré, per ignorare che “prime luci” e “alba” indicano esattamente la stessa cosa (per cui si dirà o “alle prime luci del giorno”, o semplicemente “all’alba”). Per non parlare del malvezzo di chiamare ministro, sindaco e simili chi ricopre quegli incarichi ed è di sesso femminile (dunque, correttamente, ministra, sindaca, come dottoressa, professoressa, eccetera). Ed eccoci all’orgia mediatica che investe il piccolo Matteo. Compito in classe, “attribuire due aggettivi alle parole…” L’alunno di terza elementare lo ha fatto e accanto al termine “fiore” ha scritto “profumato” e “petaloso”. L’invenzione ha ammaliato la maestra che ha pensato bene di rivolgersi nientemeno che all’eccellenza dell’Accademia della Crusca”, per suggerire di inserire il nuovo aggettivo nei dizionari della lingua italiana. Gli accademici non hanno fatto una piega. Se entrerà nel linguaggio di ogni giorno, perché no? Il caso occupa pagine di giornali e servizi radio televisivi, invade i social, appassiona gli italiani. Con tutto il rispetto per la fantasia del piccolo Matteo, non si esagera nel considerare “petaloso” (tra l’altro non gradevole dal punto di vista onomatopeico?) un evento da prima pagina?

 

Quel matrimonio che s’ha da fare

Diventa esplicito il quasi matrimonio del centrosinistra renziano con i transfughi ex forzisti di Verdini che, perché non vi siano dubbi, rivela: il presidente del consiglio e segretario del Pd “ha chiamato”, ormai “siamo nella maggioranza”. Il sorprendente risultato dell’anomalo sodalizio è che tra cattodem, centrodestristi di Alfano e ora verdiniani, i reduci del defunto Pci sono in netta minoranza, anche per l’esodo di parte del dissidenti (Fassina & C.) La Cirinnà ghigliottinata nel titolo delle adozioni di coppie omosessuali è per Renzi una grande vittoria (e come, non avevano detto che doveva essere approvata senza modifiche sostanziali?) e per l’Italia che difende i diritti di tutti, come imporrebbe la Costituzione, una sonora batosta. In margine le riflessioni di un teologo, condivise da molti sacerdoti. Contestano che le sacre scritture fissino il concetto di famiglia allo schema padre-madre-figli. Dice padre Farinella, che le sofferenze più devastanti avvengono nelle cosiddette famiglie normali. La conferma viene dai servizi giornalistici sulle coppi gay che allevano i loro bambini con competenza, amore, totale e in serenità.

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