ALFIO MARCHINI / SCOPPIA IL CASO DELLE OPERAZIONI CON LA POPOLARE DI VICENZA VIA LUSSEMBURGO

Condividi questo articolo

E’ l’uovo mediatico di giornata. Peccato sia “invecchiato” di almeno sei mesi. Si tratta del bottino milionario oggi “scoperto” nei conti della Banca Popolare di Vicenza e dirottato, via Lussemburgo, a favore del palazzinaro Alfio Marchini, ora impegnato nella corsa per il Campidoglio. La Voce ne ha scritto sei mesi fa (in basso i link delle inchieste) sulla scorta di alcune pesantissime accuse rivolte dal numero uno di Adusbef, Elio Lannutti, contro i vertici di quella Popolare e in particolare del suo numero uno, Gianni Zonin, a capo della ricca dinasty vinicola veneta, arrivandone perfino a chiedere l’arresto.

Vediamo cosa sta succedendo adesso. Scrive il 25 febbraio Repubblica. “Ci sono 60 milioni di euro della Popolare di Vicenza transitati su alcuni fondi lussemburghesi e finiti alle società di Alfio Marchini, che l’ispettore della Banca d’Italia ha segnato (con ogni probabilità segnalato, ndr) ai magistrati di Vicenza. Non solo. Si scopre che il gruppo Marchini ha anche accumulato con l’istituto ben 75 milioni di euro di prestiti non restituiti. Sono cifre e circostanze oggetto di due verbali chiave dell’inchiesta della procura vicentina”. E Repubblica descrive il contenuto di quei verbali, scaturiti dalle indagini dell’ispettore inviato da via Nazionale, Emanuele Gatti, e del suo team composto da altri sei 007 dell’istituto di vigilanza. A tre quarti dell’opera, metà giugno 2015, Gatti venne chiamato in procura, a Vicenza, dal pm incaricato delle indagini, Luigi Salvatori, che voleva ragguagli circa l’ispezione in corso. E’ così che cominciano a far capolino i 3 fondi lussemburghesi, vero asse portante di tutte le acrobazie nazionali ed estere della Marchini band: Optimum 1, Optimum 2 e Athena, riferibili ad “amici” dell’ex mattonaro rosso e per alcuni anni editore dell’Unità (si tratta di Alberto Matta e Alfredo Catizone).

Ed ecco che la ricostruzione giudiziaria man mano si popola di svariate altre sigle, tutte regolarmente orbitanti nella galassia Marchini, come Astrim, l’immobiliare di riferimento, l’altra immobiliare di famiglia Madonna della Neve, la partecipata Imvest, la sempre cara Lujian, la misteriosa (ma non poi tanto) Methorios. Ragnatele societarie molto utili per far girare soldi, anche all’estero – soprattutto via Lussemburgo – intrattenere rapporti bancari, sottoscrivere fondi, intrecciare amicizie e legami, anche border line. Come è stato il caso del gruppo barese Degennaro, con un membro della famiglia, Emanuele, sotto i riflettori della procura di Bari per un riciclaggio da 3 milioni di euro in combutta con un clan mafioso.

Insomma, dalle carte di non poche procure, soprattutto di quella vicentina che da mesi indaga sulla gestione allegra dell’istituto guidato per anni da patròn Zonin, emergono affari & connection inquietanti. Ma possibile che si arrivi sempre a cose fatte, quando i buchi sono stati già scavati? Mai   durante i lavori di “scavo”, in corso d’opera? Alla fine, poi, in molti può sorgere spontanea la domanda: perchè proprio adesso – quando la corsa per il Campidoglio è allo start – scoppia la bomba? Giustizia cieca, lenta o ad orologeria?

 

Nella foto Alfio Marchini

 

Per approfondire

IL PROSSIMO RE DI ROMA ALFIO MARCHINI / TRA MATTONI, PARADISI FISCALI E ACROBAZIE PERICOLOSE

5 settembre 2015

 

POPOLARE DI VICENZA / ECCO CHI HA SCAVATO IL BUCO. E 8 ANNI FA MAGISTRATURA E BANKITALIA CHIUSERO GLI OCCHI

14 ottobre 2015

Condividi questo articolo

Un commento su “ALFIO MARCHINI / SCOPPIA IL CASO DELLE OPERAZIONI CON LA POPOLARE DI VICENZA VIA LUSSEMBURGO”

Lascia un commento