Al referendum sul Senato votate NO – E vi spiego perché

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La riforma del Senato servirebbe a dare maggiori poteri a Matteo Renzi, ma questi ne abuserebbe, come ha fatto finora, nonostante i poteri limitati che ha. Al referendum votate no se volete essere cittadini degni di giustizia e libertà e non sudditi schiavi. Non vi lasciate ingannare né da artisti di seconda mano né da intellettuali in vendita sul mercato.

La riforma del Senato infatti è orrenda. Le ragioni sono diverse. La prima: la Costituzione, testamento di 200.000 morti, fu approvata dal 95% del Parlamento, cioè da maggioranza e opposizione. Ora l’ha stravolta, senza opposizione, una minoranza del 20%, divenuta ingiustamente maggioranza assoluta con una legge truffa, annullata da Corte Costituzionale. La seconda. Il voto di un elettore M5S, Sel, Possibile , FI, Ncd, Fdi, Lega, Scelta civica, Sudtiroler, UDC, varrebbe uno. Il voto di un elettore PD varrebbe tre voti. E ciò contro l’articolo 48 della Costituzione sull’uguaglianza dei voti.

Terzo. La riforma darebbe più poteri al premier. E sarebbe una sciagura. Il nostro primo ministro, ignorando l’opposizione, ha accresciuto le ingiustizie senza ridurre privilegi di caste, banche, enti pubblici, alti burocrati, e partiti parassiti; ha fatto leggi contro i lavoratori (Jobs act), contro pensionati, disoccupati, docenti, precari, studenti, piccole e medie imprese, Forze dell’Ordine, risparmiatori truffati, contro ambiente, malati, pendolari, portatori di handicap, senza casa, commercianti e autonomi. Il premier ha mantenuto leggi a favore di corrotti, evasori e predatori di ambiente, grandi opere inutili (Tav) e inquinatori dei mari Adriatico Tirreno e Ionio. Il premier, che controlla TV e giornali, ci somministra ogni giorno centinaia di menzogne sostenendo che va tutto bene. Esclude l’opposizione, che è invece organo della sovranità popolare così come la maggioranza. Più poteri consentirebbero al presidente del Consiglio di distruggere ogni speranza di giovani e lavoratori. Sarebbe insomma la fine di quella parvenza di democrazia che è rimasta dopo le continue leggi illegittime del governo Renzi.

Tutto questo il Governo lo ha già dimostrato, tanto per cominciare approvando la vergognosa legge salvabanche a danno dei risparmiatori truffati. Tale legge è certamente incostituzionale perché viola violando l’articolo 47 della Carta, che impone al governo la tutela dei risparmiatori, e l’articolo 24, che riconosce a tutti il diritto di agire in giudizio per la difesa dei diritti e degli interessi legittimi.

C’è una regola fondamentale che risale ad Aristotele, secondo la quale coloro che svolgono attività di Governo devono avere «enorme capacità nei doveri della carica, rispettare la Costituzione vigente e essere dotati di virtù e giustizia».

Ed invece sia il presidente Matteo Renzi che il ministro Maria Elena Boschi hanno dimostrato quanto segue: 1) di non rispettare la Costituzione vigente, che vogliono stravolgere con la orrenda riforma approvata da un Parlamento eletto con una legge dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. 2) non hanno virtù e giustizia perchè sono affliltti da gravi conflitti di interessi, essendo protesi nella difesa di banche “amiche”, con parenti, per quanto riguarda Boschi, nei consigli di amministrazione della Banca Etruria; istituti che hanno truffato migliaia di risparmiatori; 3) sono incapaci e privi della volontà di attuare il programma della Costituzione che prescrive la eguaglianza dei diritti sociali, la riduzione dei privilegi, rendere effettivo il lavoro per tutti, il dovere di solidarietà verso i più poveri.

Inoltre non rispettano la sentenza della Corte Costituzionale del 2014 che dichiara illegittima le legge che ha eletto questo parlamento e vieta riforme come quella fatta.

 

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