5Stelle: il cielo non è sempre più blu

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Il caos dei pentastellati tocca punte di paranoia da ricovero in clinica psichiatrica: il movimento dei “cittadini” espelle chiunque manifesti dissenso anti dogmi autoritari dei vertici, Grillo-Casaleggio primi in classifica, la triade Di Maio, Fico, Di Battista nell’immediata retrovia del potere. Statisticamente, le vicende contestate ad amministratori grillini di enti locali sono più numerose dei guai in casa Pd che di enti locali ne amministra migliaia ma che a sua volta non frena più lo stillicidio dei suoi uomini coinvolti in indagini giudiziarie. Stupore ha destato l’altalenante impatto grillino con o la Cirinnà, prima sposata senza se e senza ma, poi affidata alla coscienza dei parlamentari e infine ripresa per i capelli con un sì ufficiale, infine ricacciata nel limbo dell’incertezza con la scelta di affidare ai parlamentari un sì o un no, secondo coscienza. A questa conclusione si appiglia Alfano per proporre una santa alleanza omofoba e battere le sinistre, ammesso che sia ancora sinistra il Pd affollato di catto-democratici. Il malessere di Cinquestelle rischia di degenerare malamente: per dirne una, il caso del capogruppo grillino della regione Lombardia che, per mettere il bastone tra le ruote dei dem, propone nientemeno che un’alleanza con la Lega Nord. Grillo, se ci sei ancora, batti un colpo.

nella foto il gruppo parlamentare pentastellato

 

La “terza classe” del Sud

I viaggiatori meridionali, per le Ferrovie dello Stato sono passeggeri di serie C e manca poco che sui treni obsoleti, da Roma in giù, sia ripristinata la terza classe, con sedili di legno e velocità ancora più ridotte. La condizione della rete ferroviaria del Sud è la manifesta testimonianza dell’Italia a due facce, quella meridionale trattata come sgradita figliastra del Paese. Nel piano trasporti del governo un capitolo sullo stato da terzo mondo delle linee meridionali e sull’urgenza del riequilibrio con il nord, non c’è, o quanto meno è ridotto a molto poco. La quota consistente di investimenti previsti per le città metropolitane premia Roma (172 milioni), Firenze (70 milioni), Milano (45 milioni), Torino (30 milioni) e Bologna (30 milioni). Zero per il Sud. Poco importa al governo che il Mezzogiorno d’Italia sia un potenziale volano dell’economia sbilenca del Paese per il valore aggiunto del turismo, purtroppo finora ignorato, tanto da essere surclassato da Spagna ed ex Jugoslavia. Vie di comunicazione efficienti, che agevolino le rotte tra l’intera Europa e i luoghi del Sud italiano, sono uno dei presupposti per l’economia del turismo che può e deve incidere sul bilancio nazionale. Vero presidente Renzi?

 

Tifo razzista

I tifosi bastardi dell’Inter, niente altro che becere espressioni di ignoranza aggressiva, anche in trasferta si fanno notare per idiozia razzista. In quel di Firenze, dove per “grazia di dio” le hanno prese dai viola, hanno confermato la titolarità di comportamenti incivili che l’arbitro Irrato stigmatizzò sospendendo l’incontro con il Napoli per i cori razzisti nel confronti di Koulibaly. A Firenze gli idioti al seguito della squadra di Mancini (protagonista a sua volta di ripetuti episodi d’intolleranza) hanno urlato “non siamo napoletani”: il pubblico toscano, esemplarmente, li ha subissati di fischi e ha spento sul nascere il coro. Purtroppo l’arbitro Mazzoleni nel dopo partita ha ignorato l’episodio e rimane impunito il malcostume cronico dei tifosi interisti, imitati sistematicamente dai “compari” veneti e bergamaschi.

 

Ingiurie impunite

E’ noto, recenti modifiche in tema di ingiurie le hanno depenalizzate e chissà che non ne approfitti Salvini, spinto dall’impunità penale a rincarare la dose di intemperanze verbali: l’ultima? “La magistratura è una schifezza”, ha dichiarato con l’abituale tono da bettola al congresso leghista del Piemonte. E’ l’ultimo atto dello storico attacco del Carroccio alla magistratura, in coincidenza con le indagini nei confronti di leghisti. Il via alle contumelie contro i giudici si deve a Bossi e risale al lontano 1955, al tempo dell’inchiesta sul finanziamento dei partiti che gli è costata una condanna per insulti.

 

 

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