ENNESIMA CONDANNA PER UNICREDIT – VAI COL TANGO…

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Tango Bond: Unicredit condannata a risarcire 830.000 euro, su 600.00 investiti. La Giustizia italiana, seppur con i tempi di lumaca, più veloce dell’arbitrato internazionale Icsid, del quale, analogamente al Salva Banche Anac, non ci fidiamo.
Nei giorni scorsi, al termine di una battaglia giudiziaria lunghissima, una famiglia di imprenditori del Veneto orientale alla quale 16 anni fa Unicredit aveva appioppato 600.000 euro di tango bond, assistiti dall’avvocato Luca Pavanettodi Adusbef, ha ottenuto dal tribunale di Venezia una sentenza che condanna Unicredit Banca a risarcire 830 mila euro, accogliendo in toto l’accusa e le richieste formulate dal legale.
Nel 2000 la nota famiglia di imprenditori si era rivolta a Unicredit per investire i propri capitali. Il funzionario dell’istituto aveva consigliato di investire le somme, pari allora a circa seicentomila euro, in obbligazioni dell’Argentina, rappresentandole come un investimento sicuro. A distanza di tempo, poiché  le obbligazioni avevano perso quasi interamente il loro valore, i risparmiatori in difficoltà, non fidandosi più delle rassicurazioni dell’ istituto che aveva consigliato quell’ investimento, avevano richiesto la restituzione di tutte le somme investite e, in seguito, di fronte al rifiuto della banca, l’aveva portata in tribunale.
L’avvocato Pavanetto, il cui studio segue numerose cause analoghe di tutela dei cittadini e dei risparmiatori anche per conto dell’Adusbef, di cui è delegato, ha imperniato la propria accusa sul fatto che la banca non aveva rappresentato ai risparmiatori il rischio delle obbligazioni Argentina, violando le regole sull’informazione e sulla trasparenza. La causa si è dunque conclusa con una vittoria del cliente, che ha ottenuto il diritto alla restituzione dell’intera somma investita con l’aggiunta degli interessi, ossia complessivamente oltre 830 mila euro.
«Il tribunale ha accolto tutte le nostre richieste –  ha affermato l’avvocato Pavanetto – La famiglia che ho assistito si era messa nelle mani della banca, con la sicurezza di veder tutelati i risparmi di una vita. Unicredit non poteva non sapere della pericolosità di quelle obbligazioni. E’ infatti dovere della banca, così come di coloro che operano nel settore degli investimenti, di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza per servire al meglio gli interessi dei clienti, come prevede la specifica normativa».
La decisone del tribunale – che  restituisce piena dignità umana e giuridica all’utente bancario, troppo spesso schiacciato dalle banche – dimostra che i correntisti non devono aver paura di far valere i propri diritti. Nei giorni scorsi l’Abi, che aveva costituito la task force Argentina, con la raccolta di deleghe tra le 450.000 famiglie truffate per un valore complessivo di 14 miliardi di dollari, ha strombazzato ai quattro venti di aver raggiunto un accordo con la Repubblica Argentina, per un rimborso di 1,35 miliardi di dollari, il 150% su 900 milioni di dollari detenuti da 50.000 risparmiatori italiani che non avevano aderito alle ristrutturazioni del debito, dopo il default del dicembre 2001. Adusbef, nel rammentare che l’adesione all’arbitrato ABI – Icsid, precludeva qualsiasi iniziativa giudiziaria come quelleche le associazioni hanno intentato contro le banche, con condanne superiori al 90% degli Istituti di credito, curiosa di conoscere quanti dei 50.000 della task force Argentina siano investitori originari dei tango bond, rivendica la tutela giudiziaria fatta nei tribunali italiani a favore di tante famiglie frodate dai cattivi consigli delle banche, con la tanto vituperata giustizia civile, che ha inflitto condanne entro 6/7 anni a risarcire le vittime. E anche in occasione di quest’ultima vittoria ilTribunale di Venezia si è dimostrato più celere degli arbitrati, sia internazionali (Icsid) che nazionali (Anac per il salva banche), sui quali continuiamo perciò a non nutrire alcuna fiducia.
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