CHI FINGE DI LOTTARE CONTRO LE SPERIMENTAZIONI SUGLI ANIMALI BECCA FONDI PUBBLICI

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La Comunità Europea ha inviato da tempo la “Raccomandazione 2010”. E’ stata recepita da 28 paesi, fra cui, l’Italia. Questo documento, dichiara, senza mezzi termini, in apertura, che lo scopo è quello di armonizzare le legislazioni degli stati membri, dal punto di vista economico. Dunque, non scientifico. Il documento stabilisce poi una serie di norme, limitazioni e proibizioni all’uso degli animali: tutte, però, superabili, in deroga. Dunque: se qualcuno dichiara che la 2010 è un documento che protegge, garantisce gli animali usati, o usabili, per gli esperimenti, dice una mezza verità, la quale è una menzogna bella e buona.

Schermata 2016-01-28 alle 18.41.40In Italia, molti si sono dichiarati contro la 2010, ma la Lega Anti Vivisezione – LAV – inspiegabilmente, senza esporsi molto, è sembrata favorevole. In questa situazione, due avvocatesse della facoltà di Scienze politiche della Sapienza hanno organizzato un convegno, nella stessa facoltà dell’Università di Roma, sui “Metodi Alternativi alla sperimentazione su animali” ed invitato un personaggio prestigioso come Thomas Hartung, docente alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora.

Il professor Hartung ha illustrato diffusamente i metodi alternativi, mostrandone a tutti l’assoluta superiorità, le prospettive per il progresso, la velocità, il minor costo. Per evitare ogni dubbio, ha concluso citando una massima:” Non si tratta di aver idee nuove, quanto di abbandonare le vecchie”.

Nella seconda parte del convegno, tutto cambia. Più oratori parlano delle metodiche alternative come “border line”, illustrano le tre R(refine, reduce, replace), magnificano la direttiva 2010, esaltando conseguentemente la sperimentazione su animali: come se Hartung non avesse detto l’esatto contrario. In sostanza, parlano delle metodiche alternative come di un diverso modo di usare gli animali! Questa è già una forzatura, ma anche uscire dal tema principale del convegno, che non è pro o contro la 2010. Non basta: impediscono che si rivolgano domande ed obiezioni, col pretesto della mancanza di tempo, nonostante abbiano dichiarato, aprendo il convegno, che lo scopo è “il dialogo col mondo della scienza”. Invece, il dialogo viene impedito: gli organizzatori parlano, ma impediscono di rispondere.

Non basta: gli argomenti a difesa della 2010, non sono scientifici, come quelli di Hartung, ma giuridici. Non è un caso che ultimi a parlare siano proprio dei laureati in legge.

L’opinione dello scrivente è che di Metodiche Alternative devono parlare coloro che si intendono di sperimentazione e non avvocati. Inoltre, se si indice un convegno sulle alternative, si deve parlare di alternative e non usare grandi nomi per attrarre gli interessati e poi cercare consensi per una direttiva contraria agli interessi della scienza e crudele con gli animali. Ad aggravare il fatto, le due organizzatrici sono avvocatesse vicine alla Lav, che è presente nella persona del suo presidente: il quale non apre bocca, dunque approva.

Da quanto è avvenuto, si capisce che non è senza motivo il fatto che i membri di un Tavolo Ministeriale, sulle metodiche alternative, non siano stati invitati. Non si possono fare leggi in settori scientifici senza chiedere il giudizio di chi è competente e senza permettere domande.

A margine del convegno, il presidente del Partito Animalista Europeo (PAE), Stefano Fuccelli, contesta con forza la responsabile del centro di referenza sui metodi alternativi dell’Istituto Superiore di Sanità, Isabella De Angelis, accusandola di praticare la sperimentazione animale dopo l’ammissione della medesima per cui il termine “metodi alternativi” significa un modo diverso di utilizzare l’animale per uso scientifico, in totale conflitto d’interesse con il ruolo ricoperto.

Una strategia finalizzata unicamente all’ottenimento dei fondi milionari erogati dall’Unione Europea a tutti i centri impegnati nello sviluppo di metodi di ricerca avanzati che non facciano uso di animali.

 

Bruno Fedi

già docente di Medicina e Chirurgia all’Università La Sapienza di Roma
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