Avvitati a poltrone e scanni

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Chi osserva le “cose” della politica con scarsa attenzione e competenza, crede che le liti parlamentari, verbali, a colpi di cartelli, ingiurie, abbandono dell’aula e turbolenze, siano espressione di linee ideologiche e di concezioni opposte del governare, di destra o di sinistra, giusto per schematizzare. L’inganno è possibile perché l’interpretazione delle liti alla ribalta di Camera e Senato è degna di performance da Actor’ Studio. E allora conviene smitizzare il gioco truccato di presunte contrapposizioni politiche dei partiti. Sta di fatto che anche i litigi più aspri, le contestazioni più accese, finiscono nel nulla e se in gioco c’è la sopravvivenza del Parlamento, la rissa si conclude puntualmente con un nulla di fatto, a “tarallucci e vino”. Il perché, basta rifletterci, è di facile comprensione se si considerano i privilegi di cui godono deputati e senatori e soprattutto se si stima il valore della permanenza nei banchi di Montecitorio e Palazzo Madama in termini di pensioni che li privilegiano nel confronto con qualunque altro lavoratore. Qualche esempio? I parlamentari che completino una sola legislatura (di cinque anni), a 65 anni percepiscono circa mille euro al mese. Se rieletti, dopo due legislature (dieci anni) vanno in pensione a 60 anni con millecinquecento euro mensili, a prescindere da altre forme di contributi maturate. I colleghi, ex parlamentari e consiglieri regionali non sono da meno: in vista di ventilati tagli alle loro congrue prebende protestano con fervore e sostengono che i diritti pregressi non possono essere toccati. Chi li schioderà mai da scanni e poltrone?

Nella foto una seduta del Parlamento

 

No racism

“Vesuvio”, “Colera”: questa l’accoglienza di Firenze al Napoli calcio e purtroppo non è il solo caso di razzismo dei fanatici che riempiono le gradinate di stadi del centro nord per sfogare i loro istinti da trogloditi. Chi sostiene che sia impossibile stroncare la violenza negli stadi e ignobili casi di xenofobia, si arrende troppo facilmente e nasconde, con molta probabilità, forme di connivenza tra club e ultra. Non è esente da colpe il giornalismo sportivo, che enfatizza aspre rivalità tra squadre di calcio e, amplifica episodi che dovrebbero essere confinati a bordo campo. L’esempio della lite Sarri-Mancini, strillata per giorni, è significativo. Perché non emulare la saggezza dei club inglesi che hanno azzerato la violenza degli hoollighans e reso gli stadi un luogo di divertimento compatibile con la presenza di donne e bambini?

E’ fresco di giornata (giornata di calcio) il battibecco tra il capitano della Roma De Rossi e Mandzukic,   attaccante croato della Juventus, investito della frase “Stai muto, zingaro di m…” Come se la caverà il giocatore giallorosso che tra l’altro, in quanto capitano della squadra dovrebbe tenere in campo un comportamento irreprensibile? Con qualche giornata di squalifica. Forse.

 

Sconti pro Family Day

Che fare con Maroni, presidente leghista della Lombardia che con un abuso di ufficio ha illuminato l’edificio dove a ha sede la regione con la scritta a caratteri cubitali “Family Day”, per assecondare la campagna contro i diritti delle coppie omosessuali? Fra tante risposte, quella intelligente del cantante Mika che l’ha sostituita virtualmente, su social network, con un significativo “Amore=Famiglia”. Per non farsi mancare nulla la destra omofoba si esprime per bocca di Gasparri, che continua a eludere la proposta di ritirarsi in una struttura per assistenza geriatrica: “Elton John è una schifo umano”. L’ex del movimento sociale si riferisce alla partecipazione di un artista di statura mondiale, qual è l’inglese, al prossimo festival di Sanremo, ovviamente come ospite d’onore. L’omofobia di questi giorni caldi, che si accendono in Parlamento per la partita decisiva sui diritti civili, riserva una nuova sorpresa, difficile da digerire. Italo, treno ad alta velocità, si schiera con il “Family Day” e propone a chi si recherà alla manifestazione omonima un mega sconto di 30 euro per chi andrà a Roma e 20 da Milano. Proteste dei consumatori e dell’Arcigay. Alla giustificazione della compagna “Offriamo riduzioni a richieste di convenzioni, a prescindere da scelte ideologiche” la risposta è che non ci sono state pari agevolazioni per chi era diretto a manifestazioni per i diritti civili e che è stata respinta una richiesta delle associazioni di omossessuali di uno sconto del 10 percento. Ci sono in vista ricorsi all’Antitrust e al Garante della Concorrenza, parte anche il boicottaggio dell’Italo. In margine alla questione delle discriminanti il caso di un incredibile annuncio commerciale della multinazionale Amazon che vende via internet. Per il Carnevale, tra tante offerte, propone l’acquisto di costumi da piccoli profughi per mascherare i bambini. L’annuncio, per le proteste piovute sul sito è stato ritirato in Italia ma è ancora presente in inglese. Costo quindici sterline.

 

 

 

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