Se una mano lava l’altra

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Do ut des, una cosa a te una a me, niente favori gratis: l’astuto Verdini ha sgomitato in Forza Italia per ritagliarsi spazi più ampi di potere, cosciente di sbattere contro il muro degli irriducibili pensatori di Forza Italia che fin quando sarà possibile s’ingegnano a cavare vantaggi dalla leadership di Berlusconi. Verdini ha fatto le valigie ed è trasmigrato in un’area di sostanziale ambiguità, né carne, né pesce, di dove manovrare i voti di chi lo ha seguito in base alla convenienza del momento. E’ sicuramente un azzardo ipotizzare un patto “di sangue” Renzi-Verdini, ma sta di fato che in Parlamento, il voto di sostegno alle riforme del governo è arrivato. Lo dimostra il conteggio dei “sì” extra dem e non è confutabile il “dono” di tre vicepresidenze di Commissioni del Senato ad altrettanti verdiniani. Non è il prologo del Partito della Nazione, di un “generale volemose bene”, dichiara il presidente del consiglio. Se non lo è, gli somiglia molto.

Nella foto Verdini con Berlusconi

 

Ma frocio sarebbe meno offensivo di finoccho?

Che differenza: Sarri non a caso è napoletano e nell’interloquire dei suoi concittadini, in presenza di uno screzio o di un acceso dissenso, il termine “ricchiò…” è considerato come una specie di intercalare che nessuno si azzarderebbe mai a usare nei confronti di un omosessuale. Mancini è tutto tranne che napoletano ( lo sottolineiamo con piena soddisfazione) e per nulla nuovo a sortite verbali non proprio da gentiluomo, come ricorda chi ne segue il percorso di calciatore e poi di allenatore. Quando sedeva sulla panchina di tecnico della Fiorentina, senza averne i titoli perché sprovvisto del patentino di prima categoria, fu protagonista di un diverbio con un giornalista. Questi sostiene e lo ha ribadito in intervento su radio Kiss Kiss, che Mancini avrebbe concluso il litigio con la nobile espressione “Frocio di m…”. Non è detto se il giornalista fosse omosessuale. Fosse così l’insulto si delineerebbe, questo sì, come omofobia. Il tecnico dell’Inter smentisce, il giornalista conferma. Sembra che il futuro di Mancini proponga una nuova emigrazione, probabilmente in Inghilterra e questa è proprio una buona notizia: lontano dagli occhi, lontano dal cuore… A proposito di insulti, ne ha subiti una guardalinee, vittima di tifosi rozzi e terra, terra, che le hanno rivolto ingiurie sessiste. È accaduto durante l’incontro di calcio tra due squadre liguri. La società ospitante, il Sanremo, è stato punito con un punto di penalizzazione, sentenza pronunciata dalla giudice sportiva, un avvocatessa che ha semplicemente applicato quanto prescrive la giustizia di settore. In margine alla vicenda, ma non troppo, l’autore di una lettera al direttore (Repubblica), pubblicata nella rubrica di settore, plaude all’iniziativa dell’allenatore del Genova Gasperini che ha denunciato infiltrazioni para mafiose negli ultra. Benissimo. La lettera prosegue però con le lodi a Mancini per aver denunciato l’ingiuria di Sarri e conclude con la frase pomposamente retorica “Il nostro Paese crescerà nella misura in cui saprà rompere il muro di omertà che ancora lo avvolge”. Commenterebbe Di Pietro, “ma che ci azzecca?”

 

 

 

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