A BORDO DEL PANFILO: COLPO DA 300 MILIONI DI “SOFFERENZE” ETRURIA E VIAGGIO OCEANICO PRO RAGAZZI DISAGIATI

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Dalle opere evangeliche agli affari sulle spalle dei risparmiatori truffati delle 4 banche. Dal francescano aiuto ai ragazzi disagiati alle spericolate acrobazie finanziarie di piazza Affari.

E’ questo l’avventuroso viaggio tra i mari della vita di mister Panfilo Tarantelli: un nome, un programma. Per staccare qualche giorno la spina, ricaricare le batterie e moltiplicare cammin facendo (sulle acque) pani e pesci, il nostro eroe dei due mondi è partito a inizio gennaio per un’impresa alla Mascalzone Latino: a bordo del suo Panfilo, il “Far Out”, un 22 metri che qualsiasi operaio ex Ilva può comprare al salone di Genova, è infatti salpato dai paradisi della Canarie – start a Las Palmas – in direzione Saint Lucia, nei Caraibi.

Con il suo equipaggio, i magnifici 7, certo di portar la vittoria in Patria, gareggia infatti alla regata oceanica “Arc Challenge”, seguendo una Luce che gli illumina il tragitto: vuol raccogliere, oltre allo scontato successo sportivo, i fondi necessari per dar vita e gambe alla nuova creatura, “IntoUniversity”. Un’idea fantastica, che lo porterà, a bordo del suo Far Out, sulle rotte di Stoccolma, nobel per la pace e la cultura (e l’economia per un magnifico tris) assicurati. IntoUniversity, spiegano fans e amici, invitati dal Maestro “a seguire online per due settimane l’avventura nell’Atlantico”, intende “promuovere l’accesso all’istruzione per i ragazzi disagiati”. Altro che don Milani! Siamo al San Francesco versione surf.

Riesce a coniugare, San Panfilo, avventura & carità, svago & misericordia. Degno epilogo, del resto, per un lavoraccio che lo ha fatto sudare un paio di camicie di Valentino, condotto in porto – è il caso di dirlo – a metà novembre. Ecco la sequenza miracolosa.

Protestano i truffati da Banca Etruria.  In apertura Panfiilo Tarantelli (foto Dagospia)

Protestano i truffati da Banca Etruria. In apertura Panfiilo Tarantelli (foto Dagospia)

Il 17 novembre un piccolo e semi sconosciuto – ai comuni mortali – istituto di credito, Fonspa, si affaccia sul mercato finanziario e, quatto quatto, si veste da caritatevole spazzino e raccoglie quello che altri lasciano per terra, titoli spazzatura, 300 milioni di crediti in sofferenza delle 4 famigerate banche, capitanate da Etruria. Dopo appena 4 giorni ci si accorge del miracolo: quelle taumaturgiche mani di Fonspa hanno raccattato carta straccia e l’hanno trasformata in oro. Sì, perchè era la poca crema rimasta, i crediti meno difficili da incassare, un colpo da Maestro. Dopo meno di cento ore, infatti, arriva come una tagliola il decreto governativo, varato dal Consiglio dei ministri proprio il 21 novembre, che sancisce la liquidazione di Etruria e consorelle, e la creazione della bad bank dove, come in una discarica, finiranno tutti i titoli spazzatura.

Ma cosa c’è dentro lo scrigno di Fonspa? Un gioiello chiamato Tages, che a sua volta vede in platea alcuni papaveri dell’industria e della finanza: uno dei rampolli della famiglia Benetton, Alessandro, il presidente dello Ior Jean Baptiste Franssu, l’ex vip di Bankitalia e oggi in sella a Bce Lorenzo Bini Smaghi, il super commissario dell’Ilva Piero Gnudi, un rampollo della D’Agostini (quella degli atlanti) dinasty.

E lui, Panfilo: che siede sereno al timone di Fonspa, Tages Group, nonchè del Credito Fondiario: un altro bel tris. Tris anche di cuori, almeno finora. Tra le sue ex consorti, la giornalista Bambi Parodi (che poi accompagnerà i suoi destini a quelli di Luca Cordero di Montezemolo e Paolo Mieli) e Donella Pucci, figlia della principessa Domietta del Drago. Secondo radio salotto, in questa fase della sua movimentata esistenza Panfy si accompagna con Lucrezia Lante della Rovere. Due cuori e una capanna: caso mai lambita dalle acque di Santa Lucia. In attesa di una prossima, provvidenziale “illuminazione” sulla via di piazza Affari….

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