Oltre ogni limite

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Ci fate o ci siete? Charlie Hebdo, la rivista satirica parigina che ha subito l’attentato dell’Isis, risponde ai terroristi con una serie di provocazioni. Di recente con la vignetta che ritraeva dio in fuga con un kalashnikov sulla schiena, ora con un’altra che ha come soggetto il piccolo Aylan Kurdi, morto per un naufragio, steso sulla sabbia di una spiaggia turca. L’immagine, di una fotografa che era sul posto, ha commosso tutto il mondo per quel corpicino ucciso dal mare. In una vignetta il direttore di Charlie Hebdo ha disegnato un migrante con la faccia di maiale che sta per molestare una ragazza. La scritta grida vendetta: “Crescendo, ecco come sarebbe diventato il piccolo Aylan”. All’indignazione generale si sovrappone la riflessione amara del padre che si dice angosciato più di quando ha perso il figlioletto.

Nella foto la vignetta di Charlie Hebdo

 

 

Non più Cenerentola

E’ consentita un’anomala classifica che fissi valore e capacità attrattiva dei grandi monumenti del passato? Forse no, ma una valutazione a lume di logica è possibile. C’è dunque proporzione tra gli otto milioni di visitatori del Colosseo e i due, due e mezzo degli scavi di Pompei, dell’intera area archeologica che comprende Ercolano e siti limitrofi ai piedi del Vesuvio? La risposta, quasi ovvia e “no”, non c’è proporzione. Il rapporto, senza pensare all’esagerazione di invertirlo, dovrebbe e potrebbe avvicinare la forbice che separa il favore turistico per i due siti. Se non succede è perché ancora una volta l’Italia conferma di non essere all’altezza delle sue meraviglie, con l’aggravante della disattenzione della politica per il Sud e i suoi beni. Nella riflessione trova spazio anche il profondo rammarico (condito da rabbia legittima) per la “pigrizia” istituzionale di governi e ministeri dei beni culturali che hanno trascurato, peggio ignorato, il potenziale della reggia vanvitelliana di Caserta e volendo infierire di quella di Carditello, abbandonata al degrado, ai furti e all’inevitabile declino. Per quanti hanno potuto valutare le eccellenze delle regge di Caserta e Versailles, quest’ultima lodevolmente valorizzata dalla Francia, non può sfuggire la supremazia della prima, per maestosità, ricchezza architettonica e museale, arricchita da un parco di rara bellezza e suggestione. Eppure si scopre solo ora, e si deve alla determinazione culturale del ministro Franceschini, la grandiosità dell’opera del Vanvitelli, gli immensi requisiti di attrazione del turismo, non solo nazionale, che per il duemila e quindici si è concretizzato in sole 497 mila presenze. In previsione per il futuro della reggia di Caserta si annunciano finanzianti, comfort come corollario alla visita (Albergo, ostello della gioventù, coinvolgimento dei privati in attività complementari) e soprattutto lo “sfratto” a occupanti impropri di quote del complesso, Ente per il turismo, Carabinieri, Università. Un primo passo si deve al ministro della difesa Pinotti che ha liberato un’ala occupata dall’aeronautica. La reggia ospiterà una sala da tè, un ristorante di prim’ordine, punti vendita di libri, come tutte le importanti strutture museali del mondo e l’archivio di Stato. Il neo direttore, Mauro Felicori, si impegna a operare per una nuova proposta della grandiosa mostra Terrae Motus, collezione di rara importanza e a ospitare mostre, ad allestire un centro congressi. Le rose fioriscono a Maggio: anche le promesse di Renzi e Franceschini, formulate nella recentissima visita alla Reggia?

 

 

 

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