Nazareno bis?

Condividi questo articolo

In silenzio, o quasi, avanza lento pede il “volemose bene” che Renzi non disdegna di pronunciare con amici e compagni (ex compagni) in coincidenza di eventi della politica che richiedono scelte solidali del Pd con le forze della moderazione, fino ad accettare iniezioni di consenso perfino dalla destra berlusconiana e a plaudire tra le righe all’emigrazione da Forza Italia di suoi manipoli interi, uno per tutti la truppa governata da Verdini. Un ultimo capitolo della sagra “Tutti insieme amorevolmente” è una dichiarazione di stima incondizionata alla ricandidatura di Fassino al Comune di Torino. Senza se e senza ma, per l’uomo designato dal Pd arrivano gli elogi firmati a viva voce da Enzo Ghigo, ex presidente della Regione Piemonte ed ex manager di Publitalia portato in Forza Italia da Marcello Dell’Utri, ma ora uscito dalla politica. Al primo turno delle elezioni voterà per l’attuale primo cittadino descritto come uomo di esperienza e ottimo amministratore. Critiche piovono da poli opposti, da Airaudo di Sinistra italiana che evoca malaugurate riedizioni del Nazareno, cioè di accordi Renzi-Berlusconi, da Lega e Fratelli d’Italia. Renzi tace, cioè acconsente? Il Foglio Quotidiano, dichiaratamente pro Cinquestelle introduce un elemento di disturbo e lascia intendere che un eventuale ballottaggio vedrebbe come competitori Fassino e la grillina Chiara Appendino, “forse” favorita.

Nella foto Fassino

 

 

Dietrologia

La controversa vicenda di Quarto e delle ragioni che vedono protagonista la sindaca Rosa Capuozzo, diventa una sfida all’ultimo sangue tra Cinquestelle e Pd che si rimbalzano accuse di scorrettezza amministrativa. La triade Di Maio, Di Battista, Fico ma complessivamente il movimento dei pentastellati, strillano in performance streaming e reti televisive plurime il numero di dem coinvolti in episodi di corruzione e simili, ottantatré; il Pd risponde citando i cinque o sei casi di flop di Comuni amministrati da grillini. La statistica, nel confronto, è ignorata. Se sembrano esaustivi i numeri rispettivamente citati, manca il rapporto percentuale tra i sedici Comuni a guida Cinquestelle e le centinaia (migliaia?) a guida del centrosinistra. Morale della favola: chi è senza peccato scaglia la prima pietra e in Italia le pietre rimangono al loro posto. Di “divertente”, nella faccenda di Quarto, ci sono le strumentalizzazioni politiche dell’espulsione della sindaco Capuozzo sancita da un diktat dei vertici del suo partito e l’assoluzione di Renzi che la censura. Sfida tra garantismo e giustizialismo? Assolutamente no. Renzi difende la grillina espulsa per denunciare i vertici del movimento che sapevano e non sono intervenuti, Cinquestelle condanna la sindaca per dimostrare che il loro slogan “onestà” non è una promessa da marinaio. L’opinione pubblica è ipnotizzata dalla bagarre politica e disorientata dalla parzialità di giornali e Tg che manifestano ostracismo o favore a Rosa Capuozzo. Per non smentirsi il Fatto Quotidiano si schiera con articoli-sentenza in elogi alla purezza del Movimento Cinquestelle e dileggio per gli scheletri nel cassetto del Pd. Anni fa, a Piero Ottone, maestro di giornalismo, fu chiesta un’opinione sul giornalismo obiettivo. Scelse il modello anglosassone che a suo tempo proponeva ai lettori i fatti di cronaca con articoli privi di analisi, cioè esaurienti nell’essenzialità del racconto e, di caso in caso, affiancati da commenti solo potenzialmente condivisibili. Lezione inascoltata.

 

Condividi questo articolo

Lascia un commento