Onestà, ovvero teoria della relatività

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La favola breve è finita…ha cantato in versi il poeta e mai parole sono così automaticamente sovrapponibili al caso Cinquestelle, che su sedici comuni amministrati con tanto di sindaci e giunte grillini deve fare i conti con il 25% di deroghe dolorose alle promesse (da marinaio) che hanno provato a rendere nobili le loro intenzioni di rottamatori della casta corrotta e inquinata dal malaffare. Come una bomba, anche se a scoppio ritardato, arriva dal pool di generali pentastellati il perentorio invito a farsi da parte, anzi più drasticamente l’espulsione, per Rosa Capuozzo, che tenacemente avvitata alla poltrona di sindaco di Quarto, comune del napoletano condizionato dalla camorra, non vuol saperne e recupera il mitico termine “resistenza” per contrastare la decisione. Il “direttorio” di Cinquestelle corre ai ripari e dichiara che a differenza di altri (leggi Pd) chi sbaglia paga. Tace sul dato sconcertante della vicenda nota da tempo al movimento ma passata sotto silenzio, forse nella speranza che sarebbe stato cancellato con il temp. I vertici di Cinquestelle sapevano da tempo del ricatto del consigliere De Robbio (grillino) al sindaco e dell’impegno della criminalità per riversare i voti sul movimento.

Tra i guai combinati da amministratori locali seguaci della strana copia Grillo Casaleggio c’è anche la decisione della giunta comunale retta dal sindaco di Ragusa Piccitto che a elezione avvenuta ha limato i compensi come promesso dal movimento con giusta enfasi ma poi lo ha aumentato e con effetto retroattivo. Non pochi sono gli esempi di contraddizione dei grillini al governo dei comuni: A Bagheria la giunta pentastellata ha conferito un incarico al cognato di un assessore e la sorella di un ex assessore è stata assunta nella Coop vincente l’appalto dell’asilo nido. Polemiche accese per la decisione di rimpolpare gli stipendi di amministratori e si sprecano le trasgressioni alla verginità sbandierata nei comizi, si moltiplicano casi di consulenze assegnati agli amici degli amici, secondo la migliore, pardon, la peggiore tradizione del nepotismo all’italiana. Gela, comune conquistato in competizione elettorale con il Pd: il sindaco Messinese ha imposto l’assunzione della sua assistente personale ed è stato espulso per non aver diminuito l’indennità di primo cittadino. Che dire, forse è la fine dei cartelli con slogan tipo “Onestà” sbandierati dai grillini in Parlamento e nelle piazze.

Nella foto Rosa Capuozzo

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