Fermenti e fibrillazioni nell’Europa

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Fermenti e fibrillazioni nell’Europa che deve affrontare e risolvere il grande e finora disatteso tema dell’unità politica, economica e sociale. La Francia deve fare i conti con il lepentismo destrorso, Ungheria e Polonia sono contigui nelle rispettive scelte di affidare il governo a partiti di destra, esplicitamente razzisti, in Grecia si afferma il fenomeno Tsipras, di segno opposto, e cresce il consenso al movimento parallelo “Podemos” in Spagna. Il voto conferma primo partito del conservatore Rajyo, ma con un calo di voti, i socialisti sono secondi, incalzati dalla sinistra di Podemos e per governare il Paese la soluzione non può essere che un’alleanza tra diversi. E’ quanto potrebbe accadere anche in Italia, con Pd e Movimento 5Stelle divisi da pochi punti percentuali nel consenso elettorale. Analogo anche il parallelo, ma forse improprio, tra il credito assegnato a Salvini dai sondaggi in corso e il quattordici per cento scarso raggiunto in Spagna da Ciudadanos di Rivera. Altra analogia, anche se di segno non sovrapponibile, si intravede tra il separatismo dei catalani e l’indipendentismo nordista della Lega.

 

Ore “piccole”: meglio la movida del Parlamento

Si capisce, sono giovani, alcuni in età da discoteca, ma soprattutto “anticonformisti”: votare la legge di stabilità in piena notte? Giammai e i “ragazzi” di Grillo hanno disertato la fase più significativa che ha concluso l’iter di un provvedimento arrivato all’ultimo atto dopo contrasti e boicottaggi. Renzi e l’ironia: “Forse è la febbre del sabato sera. Si sono ammlati tutti insieme”. E bacchetta i Stelle imputandoli di libidine per la visibilità televisiva, per le riprese di caciaresche sequenze di insulti, grida, cartelli insolenti e proteste, non solo sonore. Non ha potuto evitare di riportare la notizia perfino il filo grillino Fatto Quotidiano, ma ha evitato di riferire le considerazioni aspramente critiche di Renzi al mancato “sì” sull’abolizione della tassa sulla prima casa. “Solo rabbia e voglia di mettere paletti”. Si conferma episodio estemporaneo e di brevissima consistenza l’accordo Pd-5Stelle che ha consentito di nominatre i tre giudici della Corte Costituzionale. Rispondono i pentasetllati ma con argomenti impropri. Ricordano gli emendamenti proposti per migliorare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine in tema di sicurezza antiterrorismo.

 

Voce nel deserto

Purtroppo tempi duri per alcuni aspetti della rivoluzione che vede papa Francesco protagonista osteggiato dalla quota del clero che si vede sottrarre privilegi e poteri impropri. A Francesco tocca predicare anche nel deserto. La sua campagna moralizzatrice contro la pedofilia avanza solo per merito di polizia e magistratura. Episodi come quello del parroco calabrese che ha abusato di un minorenne pagandolo con venti euro per fare sesso orale e chissà quanti altri, sono svelati da indagini laiche, mentre i vertici del porporato fingono di non sapere e coprono i misfatti. E’ un flop anche l’invito di Bergoglio alle parrocchie perché ospitino le famiglie di migranti. A Roma su 334 parrocchie solo 80 si dicono disposte a ospitare migranti, a Parma una decina su 350 a Bologna 4 su 416. Cresce così lo scetticismo sull’opportunità di destinare l’otto per mille alla Chiesa e si alimenta di episodi da cronaca nera, di ruberie milionarie commesse da porporati che si appropriano delle risorse destinate ad alleviare i disagi dei poveri per navigare nel lusso e spesso nella lussuria.

 

Diversità e analogie

Fermenti e fibrillazioni nell’Europa che deve affrontare e risolvere il grande e finora disatteso tema dell’unità politica, economica e sociale. La Francia deve fare i conti con il lepentismo destrorso, Ungheria e Polonia sono contigui nelle rispettive scelte di affidare il governo a partiti di destra, esplicitamente razzisti, in Grecia si afferma il fenomeno Tsipras, di segno opposto, e cresce il consenso al movimento parallelo “Podemos” in Spagna. Il voto conferma primo partito del conservatore Rajyo, ma con un calo di voti, i socialisti sono secondi, incalzati dalla sinistra di Podemos e per governare il Paese la soluzione non può essere che un’alleanza tra diversi. E’ quanto potrebbe accadere anche in Italia, con Pd e Movimento 5Stelle divisi da pochi punti percentuali nel consenso elettorale. Analogo anche il parallelo, ma forse improprio, tra il credito assegnato a Salvini dai sondaggi in corso e il quattordici per cento scarso raggiunto in Spagna da Ciudadanos di Rivera. Altra analogia, anche se di segno non sovrapponibile, si intravede tra il separatismo dei catalani e l’indipendentismo nordista della Lega.

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