SALVABANCHE: IL PROCURATORE PIGNATONE HA ACQUISITO IL FASCICOLO DEGLI ESPOSTI DENUNCE DI ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI  

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Adusbef e Federconsumatori, che avevano presentato esposti denunce a 9 Procure della Repubblica il 3 dicembre scorso sul decreto salva-banche, confermano l’acquisizione del fascicolo d’indagine, per il momento a modello 45, ossia senza indagati né ipotesi di reato, da parte del Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, tesa a verificare se siano stati compiuti illeciti a danno di circa 130mila piccoli azionisti e sottoscrittori di obbligazioni subordinate con Banca Marche, CariFerrara, Banca Etruria e del Lazio e CariChieti.

Negli esposti-denunce Adusbef e Federconsumatori avevano ipotizzato attorno al decreto legislativo 180 del 2015, che ha cancellato il 22 novembre i risparmi di una vita a 130.000 famiglie, i reati di “truffa, appropriazione indebita, omessa vigilanza della Banca d’ Italia e di altri soggetti in primis la Consob che hanno provocato un danno enorme, bruciando il risparmio” di piccoli azionisti, costretti spesso ad acquistare azioni, pena la mancata erogazione del credito ed ai sottoscrittori di obbligazioni subordinate delle quattro banche.

Adusbef e Federconsumatori, che proseguiranno la loro offensiva fino a quando gli alti vertici di Consob e Bankitalia non saranno dimissionati, nel deprecare lo scaricabarile su loro gravissime responsabilità, ricordano la suddivisione della vigilanza sul sistema bancario,  tra la Banca d’Italia per la stabilità,  (le cui vergognose fandonie decennali sulla solidità delle banche più care d’Europa sono miseramente crollate il 22 novembre), e la Consob per la trasparenza, ossia l’affidabilità dei singoli bond bancari piazzati agli sportelli in misura industriale alle famiglie, garantite dal portale dell’Abi Patti Chiari, che al contrario bollava come rischiosi ed inaffidabili i Btp ventennali o trentennali, emessi dal Tesoro per finanziare il debito pubblico, inducendo molte vittime a vendere i titoli di Stato per acquistare i bond bancari.

Adusbef e Federconsumatori, che negli esposti denunce alle Procure avevano chiesto perché erano stati autorizzati e garantiti dalle autorità vigilanti  aumenti di capitale per centinaia di milioni di euro a  CariFerrara, Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria,  banche in decozione, chiedono alle Procure di agire con rapidità ed urgenza, anche per accertare le ragioni che nel 2011 portarono la Consob  a revocare la precedente decisione di indicare gli scenari probabilistici dei singoli titoli offerti alla clientela, richiesta dalle banche e prontamente ottenuta dal presidente Giuseppe Vegas, per poter piazzare miliardi di euro di bond bancari a rischio, esponendo i risparmiatori a seri pericoli che sarebbero stati evitati.

Le Procure della Repubblica devono acquisire i documenti degli aumenti di capitale, le pagelle date ai bond bancari ed agli altri titoli presenti sul portale dell’Abi Patti Chiari, gli articoli pubblicati in questi giorni  sulla stampa, in particolare alcuni firmati da Giorgio Meletti, l’ultimo dei quali, sul Fatto di oggi, ricostruisce puntualmente come Bankitalia e Consob salvarono le banche con i nostri risparmi, specie dopo il crac Lehman, con le  autorità di vigilanza che decisero scientificamente di nascondere il rischio per piazzare obbligazioni bancarie che nessuno voleva più acquistare.

Poiché l’omessa vigilanza di Bankitalia e Consob ha provocato indubbiamente tragedie di risparmio espropriato che poteva essere evitato, in attesa delle pronunce dei Tribunali dopo le doverose citazioni in giudizio, le vittime del salva-banche organizzeranno assieme a noi sit-in sotto le sedi  di Palazzo Koch e della Consob, chiedendo, con le dimissioni dei vertici, i necessari ed integrali risarcimenti.

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