Ambizioni frustrate?

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Cosa frullava nella testa di Gomorra-man, al secolo Roberto Saviano, non é dato sapere con approssimazione soddisfacente alla verità e dunque: è malevola supposizione attribuire la sortita da Catone il Censore, che ha invitato il ministro Boschi a dimettersi, al dispetto per essere escluso dalle appetibili opportunità istituzionali imminenti, qual è ad esempio la prossima elezione del sindaco di Napoli? Vuoi vedere che il giovane autore del bestseller anti Casalesi aspirava alla scrivania del secondo piano di palazzo San Giacomo dove siede il primo cittadino della città? E perché no, a insediarsi nel Campidoglio, nel palazzo comunale di Milano, o addirittura a succedere a Renzi? Tutte maldicenze? Renzi suppone che nascondano ampi margini di verità.

Nella foto Roberto  Saviano

 

Gossip, escluso Cinquestelle

A inocular veleni si naviga a gonfie vele nel mare magnum dell’editoria e il Fatto Quotidiano a trazione Travaglio, indiscusso re del gossip politico, galleggia spedito con le vele gonfie di quel venticello delle maldicenze che tanto fa godere il popolo del qualunquismo mai estinto nel nostro Paese dal tempo di Gianni e del suo “Uomo qualunque”, che ebbe effimera fortuna nell’Italia allo sbando post bellico.

Il tiro al bersaglio del “Fatto”, zeppo di transfughi di destra e sinistra, mira specialmente al Pd di Renzi e consapevolmente o no finisce per agevolare la sopravvivenza del becero leghismo e dei rimasugli del berlusconismo. Dal gioco al massacro resta fuori la fetta di populismo anti tutto, cavalcata a briglia sciolta dalla strana coppia Grillo-Casaleggio, che suona a memoria lo spartito di “Muoia Sansone con tutti i Filistei, cioè l’intero sistema partitico, così intuendo di interpretar la nausea popolare per il degrado della politica.

Di recente, ma non solo, nel corpo imberbe del movimento che manda in avanscoperta i suoi giovani “fighetti”, così carini da sembrare manichini, si aprono vistose crepe nell’immagine di coerenza con il progetto etico di rottamazione dei partiti. Qua e là, si aprono squarci di omologazione proprio ai comportamenti esecrati e guarda caso non trovano riscontro nelle righe al vetriolo del Fatto Quotidiano. Ecco l’ultima omissione, di cui non c’è traccia sul giornale di Travaglio & C. Parla la grillina Rosana Lau, a commento del femminicidio di Parma, vittima Alessia Della Pina, uccisa dal Mohamed Jella. Ecco le nobili parole della pentastellata: “Se l’è cercata. Fosse sopravvissuta l’avrei insultata. Un’italiana intreccia una relazione con un tunisino. Lui l’ammazza come un cane. Non voglio vederla tra i martiri”. I cinquestelle si difendono ricordando che la tizia non è più consigliera comunale, ma che cambia?

 

 

 

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