Leopolda. Bersani: “Assente”

Condividi questo articolo

Bersani diserta l’appuntamento di Renzi che serra le fila dei fedeli nel luogo di riti celebrativi del Pd, la Leopolda. Il motivo dell’assenza è la contestazione del progetto che il segretario del e presidente del consiglio va costruendo per approdare a una sbilenca formazione politica che netta insieme i miglioristi Dem, frange del centro destra (Ncd, prima fra tante) e i moderati di ogni provenienza e percorso partitico, Dc inclusa. A conferma delle buone motivazioni di dissenso della sinistra Pd, mentre sono in pausa tattica le esternazioni di Renzi sul tema, si fa vivo il fedelissimo Nardella che sulle pagine del Corriere della Sera non nasconde il proposito di dar vita al Partito della Nazione. Da che parte sta la ragione? Non chiedetelo a chi ha militato nel Pci di Togliatti e neppure in quello di Berlinguer. La risposta laconica sarebbe che la sinistra storica è già avanti sul viale del tramonto. Chiedetelo al migliorista Napolitano e vi risponderà che bisogna camminare con il passo dei nuovi tempi.

Nella foto la Leopolda

 

Da Gomorra a mito

Ma chi crede di essere: l’infallibile tuttologo, il proclamato giustiziere dei reprobi, il Papa del giornalismo, il magistrato del popolo, un novello Catone censore, l’erede della Sibilla cumana, il puro tra gli impuri? Lo strafortunato autore di Gomorra, che Mondadori si è accaparrato per farne l’accattivante bestseller con la raccolta di fatti noti della cronaca nera, nel Paese dei miti, qual è l’Italia, è gratificato di straordinaria visibilità televisiva e in generale mediatica a cui contribuisce con pagine intere e citazioni permanenti anche il glorioso quotidiano la Repubblica. Oggi ospita l’esternazione di Saviano sulla vicenda dei bond truffaldini di quattro banche, compresa la Popolare dell’Etruria di cui è stato dirigente il padre del ministro Boschi. “Si dimetta la Boschi” , tuona Saviano e lancia l’idea di “scendere in piazza” (sic). Poco conta che la Boschi non ha correttamente partecipato al voto sul decreto salva banche, non meritano considerazione le ragioni che hanno spinto il governo a evitare il fallimento degli istituti dii credito e le iniziative per risarcire gli investitori truffati. A Saviano risponde per il Pd il sindaco di Firenze Nardella. Sostiene che il governo ha fatto quello che andava fatto e che Saviano “è fuori dal mondo”. Ma sbaglia: l’autore di Gomorra sta ben dentro il mondo. Quello dei milioni messi in tasca grazie a un dettagliato resoconto sulla camorra dei Casalesi, a laute collaborazioni ai quotidiani e riviste, a prebende per le presenze televisive. Viva l’Italia dei miti.

 

“Era un drogato di m…”

Che altro serve per condannare moralmente e con un appropriato tempo di detenzione i responsabili del pestaggio che ha massacrato Stefano Cucchi fino a stroncare la sua giovane vita? Le strategie per occultare la verità sul pestaggio subìto dal giovane nella caserma dei carabinieri hanno retto solo nelle prime fasi dell’inchiesta, responsabili documenti falsificati. Il colpo di scena, che smaschera definitivamente la responsabilità dei carabinieri, si deve alla moglie di Raffaele D’Alessandro. La donna ha confermato il contenuto di una telefonata intercettata. Il carabiniere raccontava di un calcio sferrato al giovane e in risposta alla condanna della moglie “Era un drogato di m… gliene abbiamo date di santa ragione”. E ancora: il comandante della stazione dei carabinieri Mandorlini disse ai suoi militari “I ragazzi hanno massacrato un arrestato”. Che Italia è questa che infanga con atti di violenza inauditi l’immagine dei carabinieri?

Condividi questo articolo

Lascia un commento