Il danno di essere donna

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Due immagini impressionano e in qualche modo spaventano per la pesante ricaduta sul vivere civile nella società contemporanea che per altri versi è proiettata nel futuro di innovazione tecnologica e viaggi interplanetari: sono le fotografie pubblicate dai media, visibili su internet, della famiglia americana, padre, madre, figli e figlie, generi e nipoti, alcuni in fasce o quasi, in posa di giustizieri della notte, anzi di giorno, ognuno dotato con indecente pignoleria di pistole, mitra e chissà, nelle tasche capienti di bombe a mano. L’altra immagine non meno suscettibile di stupore mostra una delle tante moschee dei Paesi occidentali nel momento della preghiera. E’ lodevole l’obbedienza ai precetti del Corano ma incomprensibile, assurda, l’assenza di donne piegate in raccoglimento con il capo rivolto alla Mecca. Nemmeno una donna, mai. Anche più misteriosa e perciò la motivazione che spinge ragazze musulmane ad arruolarsi nelle milizie jiadiste (uno dei loro capisaldi è la sottomissione della donna al dispotismo dei maschi, il diritto di rapire giovani ragazze, di stuprarle, renderle schiave) e a morire, plagiate dai guru del terrorismo. In tema di inferiorità coatta delle donne, non cito l’apartheid degli Stati Uniti e soprattutto del Sud Africa, in gran parte superata (indignano le uccisioni di giovani neri americani disarmati, freddati dalla polizia) e neppure il tempo in cui andavano al voto solo gli uomini, o gli anni del dopo guerra con le aule scolastiche divise per maschi e femmine, ma non si può tralasciare la scandalosa e generalizzata discriminazione delle aziende che anche oggi remunerano il lavoro delle donne meno di quello degli uomini.

Anche più grave è la tragica statistica dei condannati a morte giustiziati. Che in alcuni Stati americani vi sia ancora la barbarie della pena di morte è di per sé inaccettabile, ma il peggio è che a morire sono quasi solo neri poveri che non possono servirsi di studi legali, con costi milionari. Americani “sceriffi”: Obama ci prova a intervenire ma batte la testa contro il muro della destra repubblicana che difende gli interessi dei fabbricanti di armi e il folle diritto dei cittadini di farsi giustizia pistole in pugno, acquistate liberamente in negozi specializzati che fanno affari d’oro. Se poi il Paese è costretto a subire stragi di pazzi, neonazisti e vendicatori poco importa alle famiglie come quella mostrata sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, armata militarmente. A proposito di armi e di terrore: Putin, fuori di sé per l’abbattimento di un aereo russo ad opera di caccia turchi, promette di vendicarsi e vedremo come, oltre alle azioni di boicottaggio intraprese. Sta di fatto che i ricognitori russi hanno filmato il traffico di petrolio che Erdogan intrattiene con l’Isis (centinaia di autocisterne escono dal Paese vuote e rientrano piene dell’oro nero acquistato dal Califfato a prezzi favorevoli, per rivenderlo al miglior offerente. Ci sono le accuse reciproche di fornire armi ai terroristi ma coinvolgono anche altri Paesi che dichiarano guerra all’Isis dopo averli forniti di kalashnikov, blindati, missili. Domani, Papa Francesco è stato irremovibile, si apre il Giubileo della Misericordia e Roma tiene il fiato sospeso ma con fiducia per il dispiegamento di forze a tutela di turisti e pellegrini. Il motivo di preoccupazione per il futuro, in mancanza di certezze per una risoluzione in tempi brevi del pericolo attentati, è nel dubbio che, oltrepassato il tempo della maggiore attenzione al fenomeno, si allentino le maglie della difesa articolata dei cosiddetti bersagli (ma è davvero possibile proteggerli tutti?). Ecco una delle ragioni che in Paese di salda democrazia qual è la Francia monti un’onda lunga di consensi alla destra, che per forzata traslazione rende euforica anche la nostra destra, in una fase della sinistra che sembra perdere contatto con la sua storia di antifascismo.

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