L’e-mail di Bruno

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Apro mail la casella di posta elettronica e trovo una lettera: è il contenuto di un tema assegnato a un classe di terzo liceo classico napoletano. La spedisce Bruno, con questa premessa: “Vengo dalla provincia. Sono a Napoli a seguito del trasferimento di mio padre. La nuova realtà della vita in una grande e difficile città mi ha destabilizzato. Starsene in un piccolo centro periferico ho scoperto che è in qualche modo una via di fuga dalle grandi e irrisolvibili questioni del mondo, in drammatica evidenza nel contatto diretto con la società delle grandi metropoli”

Di seguito la lettera, cioè il tema, rivisto dal docente. Lo precisa il giovane scrivente.

“Sto per compiere i diciotto anni e sono sempre più smarrito. Nella mia casa ogni giorno entrano due quotidiani. Linea editoriale e riferimenti politici sono opposti e provo a mediare le due posizioni nel tentativo di capire cosa succede in Italia e nel Mondo. Adotto, me lo ha inculcato mio padre, un identico atteggiamento nei confronti dell’informazione televisiva. Alterno l’ascolto di radio e telegiornali orientati a sinistra e a destra. Da qualche tempo mi chiedo se serve a capire il presente e il futuro, specialmente il futuro. La risposta è no, non dirada la nebbia che avvolge il caotico andamento della società contemporanea. Anno dopo anno sento crescere dentro di me le ragioni di un angoscia senza speranza. Ho in mente alcuni punti fermi, ognuno peggiorativo di un mio stato di vulnerabilità, alimentato dalla consapevolezza dell’ineluttabile degenerazione dell’umanità, segnata nel corso di milioni di anni dal dominio del male, dell’egoismo, della violenza, dello sfruttamento dei potenti sui deboli. Nella rappresentazione visiva di tragiche e diffuse diseguaglianze, si ripropongono con dolorosa evidenza le immagini di bambini destinati a morire di fame e malattie, di interi popoli ridotti in povertà estrema da vecchi e nuovi despoti, armati e finanziati dai potenti del mondo per trarne vantaggio con cinismo, di arsenali pieni di armi atomiche, ad alcuni Paesi consentite, ad alti vietate. Periodicamente tornano in primo piano la scellerata ignominia di mezzo mondo che avvelena l’atmosfera e mette a rischio la stessa sopravvivenza del pianeta, ma anche la protervia dei maggiori inquinatori che boicottano ogni tentativo di intervento risanatore. Vivo in un luogo del mondo che per essere geograficamente il sud dell’Italia paga il prezzo più alto delle crisi provocate dal cosiddetto liberismo. Non mi è riconosciuto il diritto a progettare il mio futuro. Un giovane su due è destinato ad arruolarsi nell’esercito dei senza lavoro, la criminalità diffusa invade l’intero tessuto sociale, la qualità della vita è oppressa da storiche negligenze e nuove discriminanti antimeridionali. Incombe sullo scenario internazionale il terrorismo di Al Qaeda, dei talebani e in ultimo, agghiacciante, del fondamentalismo islamico che minaccia il mondo occidentale. L’Italia e molta parte dei Paesi del capitalismo sono devastati dalla corruzione, dal malaffare, da mafie, traffici di droghe e armi, razzismo, violenze sui deboli e gli oppressi, le donne, i bambini. La Chiesa scopre di avere generato nei secoli la brutta copia delle degenerazioni del mondo laico, rigurgiti della destra rivelano una tendenza, non solo sommersa, a riprodursi con evidente pericolo per la democrazia. Lo smarrimento si trasforma progressivamente in pessimismo crescente e nella sensazione di essere una piccola, povera cosa in balia dello tsunami che investe il futuro mi spinge a interrogarmi sul che fare. Non ho risposte e non credo che esternare lo stato di frustrazione in cui mi trovo aiuti a sopravvivere, a non pensare di farla finita per fuggire dal non sense di una precaria permanenza sulla Terra avvelenata dall’umanità”.

p.s. Le scrivo solo per liberarmi di pensieri molto simili a incubi.

Ma chi è Bruno? Forse uno dei ragazzi che ho incontrato durante un incontro sul tema “Il difficile di essere giovani”.

 

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