Tutti in attesa del Verbo di Diego Della Valle e e Antonio Bassolino. E’ l’ora di scendere in campo

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Entro venerdì sarà il Verbo. Anzi, due Verbi. Quello di mister Tod’s Diego Della Valle e dell’ex sindaco e governatore della Campania Antonio Bassolino. Il mondo freme in attesa che sciolgano la riserva: in che modo scenderanno in campo?

Partiamo dallo “scarparo” fiorentino, come lo ha etichettato in passato l’ex direttore generale Fiat Cesare Romiti. All’Italia trepidante in attesa delle sue parole, così preannuncia, in un comunicato da premier in pectore, una sorta di passaggio del testimone dal più acceso tifoso della Fiorentina al suo patròn. “In merito alle molte voci e supposizioni che vedo sui media riguardanti un mio futuro coinvolgimento nella vita politica del nostro Paese – proclama – la prossima settimana (questa, visto che la dichiarazione è del 14 novembre, ndr) sarà mia premura esporre con chiarezza e precisione la mia personale posizione in merito a questa questione e a quello che intenderò fare”. Tutti, dunque, col fiato sospeso e un gruppo in gola.

Corteggiato da Silvio Berlusconi (“ho parlato con lui e e ci siamo dati un appuntamento per un incontro”) e dal solitamente freddo leader leghista Matteo Salvini, che si sbilancia: “Sono molto curioso di incontrare Della Valle, che so essere molto critico nei confronti di questo governo”. Sarà matrimonio a destra?

E venerdì a Napoli si scioglie il sangue di San Gennaro. Scontata, ormai, la discesa in campo, si tratta di vedere, per Bassolino, se con la casacca del “suo” Pd oppure con una lista civica. Tutto dipende dal “tipo” di primarie che sono in fase di cottura. “Dire sì alle primarie – spiega ai discepoli – ormai non basta più. Qui c’è da sapere tutto: quanti seggi, dove, chi li controlla, chi ha diritto al voto. Visti i precedenti, e conoscendo la realtà, sarò come una goccia sulla pietra”. Il suo sguardo s’incupisce e così riflette: “Oggi il partito è ai piedi di Pilato”. Prima di camminare sulle acque, lo sguardo volto al futuro, di Sè analizza: “Io uomo di partito? Lo sono stato. Oggi sono un uomo delle istituzioni”. In attesa della Resurrezione, don Antonio ascolta le gente, il suo popolo, ma non disdegna le nuove vie della comunicazione. Così dipinge il Corsera: “il protagonista di questa estenuante fase preelettorale continua a non rilasciare interviste, ma usa Tweet e Facebook, partecipa a convegni, va a teatro, incontra gente, frequenta piazze e salotti”.

Ma è un grande sacrificio che carica sulle sue spalle generose, l’uomo venuto da Afragola per ri-mutare i destini di Partenope e rinverdire l’Utopia del Cambiamento. “C’è ancora chi mi dice chi te lo fa fare – osserva commosso – come i miei figli Gaetano e Chiara. Ma è vero anche che Napoli è Napoli e non si può abbandonarla”. Mentre i mandolini suonano, il Vesuvio manda una fumata bianca.

 

Nella foto Antonio Bassolino  

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