Conversione lire in euro – Bankitalia temporeggia

Condividi questo articolo

In un Paese normale con istituzioni che rispettano leggi e sentenze della Corte Costituzionale, dopo l’annullamento del decreto Monti del novembre 2011, che aveva anticipato di circa tre mesi la convertibilità della lira in euro, annullato per incostituzionalità dalla Consulta con la sentenza 216/2015, sarebbe obbligatoria la possibilità di convertire in euro le banconote e monete, negli sportelli della Banca d’Italia, ai possessori di lire.  Ma nell’Italia del degrado, ai primi posti per corruzione, evasione fiscale ed illegalità, le sentenze della Consulta vengono aggirate ed i cittadini, colpevoli di rivendicare i propri diritti nella conversione delle banconote da lire in euro dopo la sentenza della Consulta negli sportelli della Banca d’Italia, presi a pesci in faccia e maltrattati.

Adusbef e Federconsumatori, nel pubblicare alcune mail ‘scaricabarile’ ricevute e circolate all’interno della Banca d’Italia, rendendo noti alcuni messaggi di cittadini possessori di lire, ai quali sono stati sbattutti telefoni e sportelli in faccia, chiedono cosa aspettano governo, parlamento e Mef, per rispondere alla Sentenza della Consulta.

LE DISPOSIZIONI DI BANKITALIA PER AGGIRARE IL DETTATO DELLA CONSULTA 

Ecco, nelle mail inviate alle filiali, come reagisce la Banca d’Italia, negando ai cittadini la possibilità di conversione delle vecchie lire in euro e spiegando ai dipendenti come aggirare il dettato della Consulta.

Come già saprete la Corte Costituzionale con sentenza 216/2015 depositata ieri ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 26 del decreto legge 6.12.2011 n. 201 convertito con legge del 22.12.2011 n. 214 che prevedeva la prescrizione con decorrenza immediata delle banconote e monete in lire ancora in circolazione.  In relazione alle possibili richieste di conversione che dovessero arrivare ai nostri sportelli, richiamo l’attenzione sulla circostanza che come ovvio la Banca d’Italia non può procedere allo stato a effettuare alcuna operazione di cambio. Stiamo comunque approfondendo la questione con i colleghi di ORG e della Consulenza Legale, anche al fine di farvi avere in tempi il più possibile brevi indicazioni più precise  sulle risposte da fornire in materia ai cittadini interessati, in modo da dare al pubblico una risposta univoca su tutto il territorio. Un saluto cordiale

Per corrispondere alle richieste di informazioni dell’utenza circa la recente sentenza della Corte Costituzionale in materia di prescrizione anticipata delle lire, si può fare per ora riferimento al testo riportato sotto (senza consegnarlo all’esterno). Come vedete, il testo ricapitola il tema (a voi ben noto) e fissa in chiusura la nostra posizione attuale.  

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della disposizione (art. 26 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in l. 22 dicembre 2011, n. 214) che aveva anticipato al 6 dicembre 2011 la scadenza del termine di prescrizione della conversione delle lire in euro, originariamente fissato al 28 febbraio 2012. Il d.l. prevedeva che «le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato».  In attuazione di questa norma, la Banca d’Italia non ha effettuato le operazioni di conversione richieste successivamente al 6 dicembre 2011 e ha versato al bilancio dello Stato il controvalore delle banconote in lire ancora in circolazione. Sono in corso approfondimenti per definire le modalità con le quali eseguire la sentenza. Al momento, pertanto, eventuali richieste di conversione non possono essere accolte dalla Banca d’Italia. 

 

 

Condividi questo articolo

Lascia un commento