The end sulla “salvineide”

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Diventa sport nazionale, un po’ come se la Juventus finisse in serie B e la cronaca sportiva si occupasse del Napoli, in testa alla classifica per merito di Sarri e Higuain, con titoli, articoli, dissertazioni di esperti, commenti catturati all’esterno e all’interno degli stadi di tifosi: a saturare pagine intere di quotidiani e settimanali, di radio e telegiornali non è la corsa a ostacoli del governo di centrosinistra per dire addio alla recessione, per agire sull’occupazione e le povertà, ma nientemeno che il truculento Salvini, sottratto dalla Lega alla zappa e all’aratro delle campagne lombarde. Per occupare spazi sprecati dei media, il secessionista erede di Bossi (quest’ultimo accusato di aver usato mezzo milione di euro della Lega per lavori di carrozzeria, la laurea albanese del “trota” e lavori casalinghi di ristrutturazione) ha estrapolato dal vocabolario del turpiloquio il massimo dell’indecenza, e politicamente il peggio della destra fondamentalista: razzismo, neofascismo, omofobia, xenofobia. In controtendenza i sondaggi dicono che la Lega, dopo la crescita favorita dall’eclissi di Forza Italia e di Berlusconi, non cresce più. La pochezza di Salvini (l’ultima coglionata è “la magistratura mi fa schifo, riferita alla scarcerazione degli antagonisti arrestati a Bologna) si somma a livello medio-basso del popolo di Pontida, per lo più coltivatori e allevatori di mucche scontenti della politica agricola dell’Europa, nostalgici della lira e discendenti del populismo postbellico dell’Uomo Qualunque. Chi si oppone all’idea di un’Italia plagiata da Salvini dovrebbe interpretare rigorosamente il gioco del silenzio sui fondamentali della Lega. Accusarla di fascismo e razzismo la premia, dal momento che il consenso le deriva fa proprio da chi condivide questi disvalori.

C’è ben altro per confinare i padani ai margini della politica e per esempio la pochezza dei suoi cosiddetti vice leader. Basta pensare ai folcloristici Borghezio e Calderoli e all’angoscia di Salvini, costretto a farsi rappresentare dalla nullità di un certo Fedriga. Si dovrebbe ricordare ai distratti che nel mettere le mani sulle risorse pubbliche per sostenere i partiti, la Lega Nord si è comportata come o peggio degli altri partiti, che è stata al centro degli scandali in Lombardia sull’uso delle risorse regionali, che come Forza Italia, implicata in casi di corruzione, ha adottato la formula dell’ “uso politico della magistratura”. A proposito di adottare il silenzio stampa sulle castronerie salviniane, ecco una perla antieuropeista sui musulmani: se in Italia sono un milione mezzo, tra noi ci sono cinquantamila potenziali terroristi e con una tipica farneticazione in libertà (non vigilata) “Junker è favorevole all’accoglienza di profughi, perché potenziali lavoratori a bassa retribuzione”. Confermando la promessa che queste note non si occuperanno più delle serate hard di Arcore, si aggiunge l’impegno a non sprecare parole e spazio per l’omofobo Salvini.

Nella foto Matteo Salvini

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