Il papa a rischio

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Bergoglio, papa della modernità, dell’innovazione, del repulisti di molteplici illegalità nella casa tutt’altro che trasparente del Vaticano, si è messo sulle spalle un fardello che probabilmente non avrebbe immaginato così oneroso all’atto della proclamazione a successore di Ratzinger, il quale, detto con quasi certezza, si è dimesso per non affrontare la casta del clero responsabile di nefandezze d’ogni genere, di nemici interni decisi a difendere l’illegalità con ogni mezzo, lecito e illecito, come accade in questi giorni di sconquasso. I più affermano che monsignore Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaouqui, arrestati dalla gendarmeria vaticana con l’accusa di aver consegnato ai giornalisti i documenti che accusano parte del Clero di corruzione e altri abusi, siano emissari del complotto che punta alla defenestrazione di papa Francesco. Lo sostiene autorevolmente anche il cardinale Coccopalmerio. Forse la verità è un’ altra: la divulgazione delle “carte” che provano reati o comunque condannano la pessima gestione delle risorse della Chiesa potrebbe fornire un assist a Bergoglio per liquidare definitivamente il marcio che omologa il Vaticano al peggio delle società corrotte, prima fra tante quella italiana. Neppure da trascurare è l’ipotesi concomitante della vendetta di Balda per non aver ottenuto la nomina a revisore generale del Vaticano. Sullo sfondo c’è la debole difesa di uomini chiave della gerarchia ecclesiastica che tentano di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su presunte colpe dei giornalisti che hanno pubblicato atti di accusa documentati ed esplosivi.

Che Bergoglio dovesse temere l’“ira funesta” dei cardinali più potenti, era intuibile da tempo. Spie dell’attacco al papa erano evidenti: la lettera dei cardinali del Sinodo ostile al rinnovamento, la diffusione della notizia falsa sul cancro del papa, le sue stesse parole “durerò poco”, pronunciate come un avvertimento. Nemici nel Sinodo, barricate contro ipotesi di tolleranza concreta per i divorziati, aperture nei confronti dell’omosessualità, dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, mugugni per la condanna senza se e senza ma della pedofilia, cancrena che ha rivelato l’’entità del coinvolgimento di religiosi: tutti elementi di ostilità del clero corrotto nei confronti della crociata rivoluzionaria di papa Francesco che lascia intendere con le parole e i fatti di voler portare fino all’estremo l’operazione di pulizia della Chiesa. Di bulldozer, per ritrovare la verginità del cattolicesimo predicato da Cristo ce ne vogliono in quantità: nel libro nero, che accusa parte non secondaria del clero, ci sono il caso eclatante del cardinale Bertone che per il suo aureo pensionamento occupa un attico di lusso di 700 metri quadrati, ristrutturato a spese della Fondazione Bambino Gesù, gli sperperi per voli in business class, acquisti di mobili per cifre enormi e per capire di che si parla, i settantamila euro costati in sei mesi per le esigenze quotidiane e l’ufficio del cardinale Pell, capo della Segreteria dell’Economia, donazioni dei fedeli giocate in borsa o trasformate in lingotti d’oro, remunerazioni record per collaboratori, abiti sontuosi di sartoria. L’analisi del patrimonio accumulato dal Vaticano ammonterebbe a nove miliardi di euro, investiti in azioni, conti bancari, obbligazioni, oro. E’ così difficile capire che opporsi a questo impero motiva il complotto dei nemici di Papa Francesco?

Nella foto papa Francesco

 

Pioggia o pianto?

Al papa chiediamo di mettere un altro tassello nel mosaico della revisione che sta operando dei mali del Vaticano: può dire qualcosa di definitivo sui presunti “miracoli” che ciclicamente appassionano piccole comunità per il pianto della Madonna ed effigi di Cristo sui muri, o grandi collettività come i fedeli di San Gennaro e di padre Pio, a cui si attribuiscono prodigi e guarigioni inspiegabili? Ultimo caso le lacrime della Madonna a Macerata, un classico della suggestione, rivelatesi pioggia filtrata nella struttura in vetroresina della statua.

 

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Il movimento Cinquestelle, che promette (o minaccia?) di governare l’Italia deve far in fretta se vuole che l’opinione pubblica dimentichi il caso dell’unico sindaco della Campania, tale Rosa Capuozzo, primo cittadino di Quarto, provincia di Napoli. Un cittadino (denominazione così cara ai grillini) ha consegnato ai carabinieri un dossier, con tanto dotato di immagine aerea che documenta il cambio d’uso di un sottotetto in abitazione, abuso da sanare. Fatto sta che la struttura ospita la tipografia del marito del sindaco, l’abitazione e lo studio legale dello stesso sindaco 5Stelle. Di anomalo, secondo la denuncia e la foto aerea c’è che la richiesta di condono è stata effettuata entro la scadenza prescritta mentre la fotografia dimostra che a quell’epoca il sottotetto non era stato ancora edificato. In poche parole l’abuso non si poteva sanare. Rosa Capuozo si difende e sostiene che dimostrerà l’infondatezza delle accuse, Di anomalo, secondo la denuncia e la foto aerea c’è che la richiesta di condono è stata effettuata entro la scadenza prescritta mentre la fotografia dimostra che a quell’epoca il sottotetto non era stato ancora edificato. In poche parole l’abuso non si poteva sanare. Rosa Capuozzo si difende e sostiene che dimostrerà l’infondatezza delle accuse, Carpentieri, segretario del Pd ricorda che il servizio di stampa del comune amministrato dal sindaco grillino è stato affidato alla tipografia del marito e la denuncia di minacce subite da un consigliere di opposizione che tirano in ballo Rosa Capuozzo.

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